venerdì, Gennaio 9, 2026

Casa popolare occupata da anni, la ricostruzione: i primi atti già nel 2015

Affonda le radici nel 2015 la lunga vicenda dell’alloggio popolare di piazza Giuseppe Mazzini ad Ardea, oggi al centro di un nuovo procedimento di rilascio che dovrebbe portare, entro poche settimane, al recupero dell’immobile da parte delle autorità competenti. Fu infatti in quell’anno che arrivò il primo provvedimento formale: il Tribunale di Velletri confermò la legittimità del decreto di rilascio emesso dall’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale della Provincia di Roma, respingendo il ricorso presentato dall’allora occupante.Nonostante la pronuncia del giudice, l’appartamento non è mai stato riconsegnato. Nel corso degli anni la donna che occupava l’alloggio è deceduta, ma l’abitazione è rimasta comunque occupata, passando di fatto “in eredità” alla figlia, che ha continuato a risiedervi senza alcun titolo legale e al di fuori delle procedure previste per l’assegnazione delle case popolari. Una situazione che ha contribuito a prolungare l’anomalia amministrativa e che ha imposto all’Ater di riattivare l’iter per il recupero dell’immobile. L’ente, facendo riferimento all’articolo 5 della legge regionale 12/1999, che gli attribuisce la gestione tecnica, amministrativa ed economica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha avviato un nuovo procedimento, considerata l’assenza di soggetti legittimati alla permanenza nell’appartamento. Alla base della decisione c’è anche l’esigenza di evitare che occupazioni abusive si consolidino nel tempo, sottraendo risorse abitative a chi ne ha diritto e alterando le graduatorie. Il recupero dell’alloggio consentirà infatti la sua successiva riassegnazione secondo i criteri di legge, in un contesto in cui la domanda di case popolari resta elevata. La vicenda di piazza Giuseppe Mazzini, durata oltre un decennio tra atti giudiziari e passaggi amministrativi, rappresenta un caso emblematico delle difficoltà nella gestione del patrimonio pubblico e riporta al centro il tema dell’equilibrio tra tutela sociale e rispetto delle regole. Con il nuovo procedimento in corso, l’obiettivo dichiarato è quello di chiudere definitivamente una storia rimasta troppo a lungo sospesa.

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