venerdì, Gennaio 9, 2026

Conferenza stampa di fine anno, la Meloni: “È ora che la Ue parli con la Russia”. Sulla legge elettorale pronti a votarla a maggioranza”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto oggi la tradizionale conferenza stampa di inizio anno nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. L’incontro, organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, è stato l’occasione per un confronto a tutto campo sui principali dossier politici nazionali e internazionali.Nel corso della lunga serie di domande rivolte alla premier, Meloni ha affrontato i temi dell’azione di governo, della manovra economica 2026, della legge elettorale e della politica estera, soffermandosi sugli ultimi sviluppi internazionali: dall’attacco degli Stati Uniti al Venezuela, ai negoziati sulla guerra in Ucraina, fino alle proteste in Iran e all’attesa per la sorte di Alberto Trentini. Sulle manifestazioni della Cgil dopo l’arresto di Maduro, la presidente del Consiglio ha usato toni duri: «Mi sembra surreale che dei sindacalisti italiani dicano ai venezuelani cosa significa essere venezuelani. La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata della storia». Meloni ha poi rivendicato il ruolo dell’Italia sul piano internazionale, sottolineando la «grande gratitudine» raccolta all’estero per il Piano Mattei, definito un modello di cooperazione «né paternalistico né caritatevole», sempre più preso a riferimento da chi intende rafforzare i rapporti con l’Africa. Ampio spazio anche al tema della giustizia e al rapporto tra politica, magistratura e informazione. La premier ha respinto le accuse di delegittimazione dei magistrati, affermando che «chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a quella responsabilità», e criticando apertamente la campagna dell’Anm: «Scrivere una menzogna per difendere una campagna legittima delegittima, così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti». Meloni ha ribadito il rispetto per tutte le istituzioni, ma anche la necessità che magistrati e politica rendano conto delle proprie decisioni, soprattutto quando queste incidono sulla sicurezza del Paese. Sul fronte politico interno, la presidente del Consiglio ha escluso l’ipotesi di elezioni anticipate: «Non è proprio nei miei radar». Al contrario, ha ribadito l’importanza della stabilità dell’esecutivo in una fase delicata per l’Italia e per lo scenario internazionale. «La stabilità di questo governo è una precondizione fondamentale per fare molte altre cose – ha concluso –. Farò del mio meglio per arrivare alla fine della legislatura. Il mio grande obiettivo è chiuderla come l’ho iniziata». “Su Trump ci sono molte cose sulle quali io non sono d’accordo, l’ho detto, lo ribadisco. Penso per esempio che il tema del diritto internazionale sia invece qualcosa che va ampiamente difeso. Penso che quando saltano le regole del diritto internazionale siamo tutti chiaramente molto più esposti. E quindi sì, quando non sono d’accordo lo dico, lo dico a lui, non ho neanche difficoltà e penso che se parlaste con i miei partner lo sapreste molto bene anche voi”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa di inizio anno. “Non vedo rischi per la maggioranza che sostiene il mio governo. Sono tre anni che sento dire che la maggioranza rischia dopodiché dopo tre anni di governo noi siamo forse il governo più solido tra le grandi democrazie, tra i grandi Paesi europei. Siamo il governo più solido perché abbiamo la maggioranza più solida e vale la pena di ricordare che questa maggioranza opera in un tempo nel quale noi siamo chiamati a prendere decisioni epocali e di fronte a quelle decisioni, io conosco molte maggioranze, anzi ho conosciuto molte maggioranze che si sarebbero frantumate”.

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