venerdì, Gennaio 9, 2026

Lazio, occupazione a gennaio: 53mila assunzioni previste nel territorio regionale

Agennaio le imprese italiane prevedono di attivare circa 527mila contratti di lavoro, che diventano oltre 1,4 milioni nel primo trimestre dell’anno. Il dato emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, e fotografa una domanda occupazionale complessivamente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,6%). Nel quadro nazionale, il Lazio si colloca al secondo posto tra le regioni italiane per numero di contratti programmati, con 53mila entrate previste a gennaio. Il dato assume un rilievo particolare considerando il peso del territorio romano, che concentra una parte significativa della domanda di lavoro regionale, soprattutto nei servizi, nel commercio e nel turismo. Solo la Lombardia precede il Lazio con 110mila posizioni, mentre alle spalle si collocano Veneto (49mila), Emilia-Romagna (48mila) e Campania (circa 42mila). A livello macroterritoriale, il Centro Italia – trainato proprio dal Lazio – programma circa 106mila ingressi complessivi. Le prospettive risultano positive nel settore primario, che registra una crescita del 6,5%, mentre il comparto dei servizi mostra una sostanziale stabilità (+0,1%). Più cauta la dinamica dell’industria, che segna un calo del 3,5%, con flessioni più marcate nel manifatturiero (-4,6%) e più contenute nelle costruzioni (-1,3%). Nel dettaglio, l’industria programma 155mila entrate, di cui 104mila nel manifatturiero e nelle public utilities e 51mila nell’edilizia. Le maggiori opportunità occupazionali riguardano i settori meccanico ed elettronico (oltre 27mila contratti), la metallurgia (21mila) e l’industria alimentare (15mila). Il terziario concentra invece circa 337mila ingressi, guidati da turismo (70mila), servizi alle persone (69mila) e commercio (67mila). Nel settore primario sono previste 35mila entrate, soprattutto nelle coltivazioni arboree, nelle coltivazioni di campo e nei servizi agricoli. La forma più utilizzata resta il contratto a tempo determinato, con 252mila posizioni pari al 47,8% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (111mila, 21%) e quelli di somministrazione (63mila, 11,9%).Scende la difficoltà di reperimento del personale, che interessa il 45,8% delle entrate previste, in calo di oltre tre punti percentuali rispetto all’anno precedente. Le criticità derivano soprattutto da assenza di candidature e formazione non adeguata. Tra le figure più difficili da trovare figurano ingegneri, analisti informatici, tecnici sanitari, operatori socio-sanitari, meccanici, manutentori e rifinitori edili. Nel settore agricolo emergono criticità per tecnici dei rapporti con i mercati, personale forestale, allevatori e operai della zootecnia. Le imprese prevedono di ricorrere a personale straniero nel 22,2% dei contratti, pari a 117mila posizioni, con un peso rilevante anche nel Lazio, soprattutto in agricoltura ed edilizia. Per i giovani under 30 sono previste quasi 143mila opportunità, concentrate nei servizi finanziari, nell’informatica, nelle telecomunicazioni e nel commercio.

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