Notizie frammentate arrivano dalla Repubblica islamica nonostante il blocco di internet e della telefonia imposto dalle autorità dopo che sono dilagate le proteste a causa del crollo della valuta nazionale (rial). Secondo le ong come Hrana con base negli Usa sarebbero ad ora almeno 65 i morti e 2.311 gli arresti da quando sono cominciate le proteste per il carovita a fine anno. Hrana aggiunge che sono state registrate manifestazioni in 512 località di 180 città, in 31 province. Qualche ora prima un medico di Teheran citato dalla rivista Time aveva riferito di almeno 217 morti registrati in solo 6 ospedali di Teheran giovedì sera; la testata scrive che la discrepanza di cifre con quelle segnalate dagli attivisti potrebbe essere spiegata da standard di segnalazione diversi visto che per esempio Hrana conteggia solo vittime che sono state identificate. La piattaforma social X, di proprietà di Elon Musk, ha sostituito l’emoji della bandiera iraniana – finora raffigurante il tricolore ufficiale della Repubblica islamica – con la bandiera dell’epoca monarchica, caratterizzata dal simbolo del leone e sole. La modifica è arrivata mentre in Iran proseguono proteste e scioperi, sostenuti dall’estero dal figlio dell’ultimo scià, Reza Pahlavi. Il cambiamento è stato innescato dalla richiesta di un utente rivolta a Nikita Bier, dirigente di X, che ha risposto pubblicamente chiedendo “un po’ di tempo” per apportare l’aggiornamento. L’emoji è stata quindi modificata nel giro di poche ore ed è rapidamente diventata virale.
Dopo il cambio, diversi account ufficiali iraniani su X hanno rimosso l’emoji della bandiera e l’hanno sostituita con il solo emblema nazionale – mezzaluna e spada – presente al centro dell’attuale bandiera della Repubblica islamica. Per alcune ore, tuttavia, il simbolo monarchico è apparso accanto ai nomi di vari profili istituzionali, poiché l’aggiornamento ha sostituito retroattivamente anche gli usi precedenti dell’emoji.
La scelta si inserisce nel contesto di un movimento di protesta in cui Reza Pahlavi, dall’esilio, è divenuto una delle principali figure di riferimento, sostenendo manifestazioni e scioperi contro il regime. Musk, inoltre, ha annunciato l’attivazione del servizio Starlink – temporaneamente gratuito – per contribuire ad aggirare le restrizioni all’accesso a internet imposte dalle autorità iraniane, facilitando le comunicazioni e la condivisione di informazioni da parte dei manifestanti. Il proprietario di X ha anche preso pubblicamente di mira il leader supremo Ali Khamenei, con un messaggio in persiano divenuto rapidamente uno slogan tra i dimostranti e rilanciato dalla diaspora iraniana. La Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei ha posto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran in uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava durante la guerra con Israele a giugno scorso: lo hanno dichiarato al Telegraph alcuni funzionari della Repubblica Islamica mentre il Paese entra nel suo 14° giorno di proteste diffuse. Khamenei, affermano le fonti, “è in stretto contatto più con le Guardie della Rivoluzione (Irgc) che con l’esercito o la polizia, perché ritiene che il rischio di defezioni dell’Irgc sia pressoché inesistente, mentre altri hanno disertato in passato”. Tre agenti di polizia sono rimasti uccisi ieri sera nel corso degli scontri a Shiraz, nel sud dell’Iran: lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim, affiliata ai Pasdaran, secondo la quale oggi nel Paese fino ad ora si registra “calma”. Altre 14 persone delle forze di sicurezza, inclusi un procuratore e diversi basij – le forze paramilitari della polizia – sarebbero rimaste uccise in varie parti del Paese nei disordini di giovedì, si aggiunge. Un agente di polizia è rimasto ucciso in un attacco armato a un commissariato nella provincia di Qazvin, nel nord-ovest dell’Iran. Lo riferiscono media locali. Due poliziotti iraniani sono stati uccisi a colpi di coltello nelle proteste in provincia di Qom, nel nord dell’Iran. Lo riporta l’agenzia stampa Fars. Le proteste in corso in Iran sono incoraggiate dal “nemico”, ma la Repubblica islamica “proteggerà con forza i suoi interessi”. Lo assicura il capo dell’Esercito iraniano, il generale Amir Hatami: “Questo nemico, le cui mani sono macchiate con il sangue dei bambini della nazione durante la guerra dei 12 giorni (con Israele, nel giugno scorso, ndr), sta ora tentando di creare un’altra rivolta con la falsa rivendicazione di sostegno al popolo iraniano”. Ma, assicura il comandante in capo dell’Esercito, “noi proteggeremo e salvaguarderemo con forza gli interessi nazionali del Paese”, comprese le infrastrutture strategiche e le proprietà pubbliche.






