sabato, Gennaio 10, 2026

Lazio in ritardo sui diritti reali: tra degrado urbano, insicurezza e carenze nei servizi

L’attuazione dei diritti costituzionali è tema ancora aperto. Non solo per la cornice giuridica della questione. Oggi la costituzione formale è sostanzialmente rispettata. Quella materiale, ovvero la traduzione pratica dei diritti riconosciuti dalla sanità all’istruzione alla sicurezza è tema di analisi sul campo. Lo ha fatto l’Eurispes. Fatta cento una dimensione standard, il Lazio, nella classifica regionale guidata dal Trentino e chiusa dalla Calabria, come migliore e peggiore territorio, si piazza al nono posto. Una dimensione appena sufficiente ribadita dalla radiografia per temi. Il Lazio è il peggior territorio per accumulo di degrado urbano, di tassi di delittuosità elevati, di sensazione di insicurezza e per le criticità ambientali, nonostante la spesa pubblica in questi settori sia superiore alla media nazionale. Non brilla neanche per i servizi a cittadini e famiglie. Il quint’ultimo posto è dovuto a trasporto pubblico insufficiente, alla scarsa connettività pubblica, alle lacune nei servizi come i parcheggi cittadini, alle interruzioni nelle reti idriche ed elettriche. Negli altri settori, istruzione, reddito, diritto alla casa e al lavoro, il Lazio si trova a centro classifica. Un esito valido anche per il diritto alla salute. Qui i segnali di allarme arrivano da quella parte di cittadini che rinunciano alle prestazioni e alle spese mediche e alla morti evitabili, a iniziare da quelle per tumore.

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