sabato, Gennaio 10, 2026

Primato accademico nel 2024 con oltre 66mila percorsi completati

Non solo turismo e patrimonio culturale. La Capitale si conferma anche come polo centrale dell’istruzione universitaria italiana, conquistando nel 2024 il primo posto per numero di laureati. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio di Statistica di Roma Capitale su base Ministero dell’Università e della Ricerca, sono 66.271 gli studenti che hanno concluso il proprio percorso accademico negli atenei cittadini. Il dato registra un incremento del 9,7% rispetto al 2023, una crescita nettamente superiore alla media nazionale, ferma al +5,5%. Un andamento che rafforza il ruolo del Lazio come regione trainante nel sistema universitario italiano e consolida la posizione di Roma tra i principali centri della formazione superiore. Alle spalle della Capitale si collocano Milano, con 53.752 laureati (+4,3%), e Napoli, che nel 2024 ha raggiunto quota 53.064 proclamazioni (+6,1%). Seguono Torino con 22.817 e Bologna con 20.458. Nessun altro grande Comune registra però una crescita paragonabile a quella degli atenei romani. Il primato non è sempre stato scontato. Nel 2020, infatti, Milano guidava la classifica con 49.972 laureati, mentre Roma si fermava a 45.721. Negli ultimi cinque anni, il trend si è progressivamente invertito, fino al sorpasso consolidato nel 2024. A contribuire all’aumento complessivo sono anche gli studenti internazionali, passati dai 1.579 del 2023 ai 1.915 del 2024, rafforzando l’attrattività degli atenei del Lazio nel contesto europeo e globale. Tra le università romane spicca Sapienza, che nel 2024 ha registrato 21.770 laureati, confermandosi come il principale ateneo della Capitale. Segue l’università telematica Mercatorum con 12.904 studenti, dato che evidenzia il peso crescente della formazione a distanza. Completano il quadro i due grandi atenei pubblici: Roma Tre, con 5.873 laureati, e Tor Vergata, che ha chiuso l’anno con 5.394 proclamazioni. L’offerta universitaria del territorio laziale risulta quindi ampia e diversificata. Cresce anche il numero complessivo degli iscritti totali, passati dai 332.553 dell’anno accademico 2023/24 ai 354.637 del 2024/25, con un incremento del 6,6%, superiore al dato nazionale (+2,5%). L’aumento riguarda soprattutto le università telematiche. In lieve flessione invece il numero delle immatricolazioni, scese da 53.721 a 51.738 (-3,7%). Un segnale legato al calo demografico, fenomeno che interessa anche il resto del Paese, dove i nuovi iscritti diminuiscono in media dell’1,4%. Analizzando i percorsi di studio, il gruppo disciplinare più scelto è quello economico (17,9%), seguito dall’area politico-sociale e della comunicazione (13,5%). Forte anche l’attrattività dei settori medico-sanitario e farmaceutico, con oltre 7mila laureati, e di quello ingegneristico, con numeri analoghi. Le donne rappresentano oltre la metà dei laureati, con 37.303 su 66.271, ma la distribuzione resta disomogenea. Nel settore Educazione e Formazione la presenza femminile arriva al 94%, mentre scende al 26,4% nell’area Informatica e Tecnologie Ict. I percorsi Stem continuano a essere a prevalenza maschile, mentre le studentesse si concentrano maggiormente negli ambiti artistici e linguistici.

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