domenica, Gennaio 11, 2026

Cerveteri, Tpl verso la gestione regionale: scade il contratto Seatour e cresce l’allarme per i collegamenti

A Cerveteri il futuro del trasporto pubblico locale è sempre più al centro delle preoccupazioni di cittadini e istituzioni. Con il contratto con la Seatour ormai scaduto e il passaggio della gestione del Tpl alla Regione Lazio, sul territorio si respira un clima di forte incertezza, soprattutto per i pendolari, gli studenti e le famiglie che ogni giorno dipendono dai collegamenti su gomma. La riforma regionale nasceva con presupposti importanti. «Alla base vi era un principio condivisibile: la creazione di un biglietto unico in grado di integrare trasporto pubblico locale, treni regionali e metropolitane di Roma, rendendo la mobilità più agevole ed efficiente per i cittadini. Un progetto che, sulla carta, nasceva quindi con un vantaggio significativo per chi utilizza quotidianamente i mezzi pubblici», spiega il sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti. Ma è proprio sulla fase di messa in pratica che si concentra oggi l’allarme del Comune. «Quasi tre anni fa ai comuni furono inviate le prime proposte delle nuove linee – ricorda Gubetti – e in quella fase abbiamo trasmesso puntualmente le nostre osservazioni, evidenziando criticità molto serie». Tra i nodi principali segnalati dall’amministrazione comunale c’erano la perdita di collegamenti fondamentali per il territorio: quelli verso frazioni popolose come Valcanneto e Sasso, l’impossibilità di raggiungere la Necropoli, il mancato collegamento con l’ospedale Bambin Gesù, oltre ai servizi essenziali per scuole, lavoro e accesso ai principali servizi. «Collegamenti vitali per la vita quotidiana della nostra comunità», sottolinea il sindaco. Il progetto regionale prevedeva anche l’attivazione di tavoli di confronto con le amministrazioni locali per gestire il passaggio e costruire insieme le nuove linee. «Questo confronto, però, non è mai stato realmente avviato», accusa Gubetti, che guarda con preoccupazione a quanto già accaduto in altri territori dove la riforma è entrata in vigore, come nella Valle del Sacco e nella Valle dell’Aniene. «Utenti che, da un giorno all’altro, si sono ritrovati senza i collegamenti utilizzati quotidianamente per andare a scuola o al lavoro, con disagi enormi che colpiscono soprattutto le fasce più fragili della popolazione, come anziani, studenti e lavoratori pendolari». Negli ultimi anni il sindaco di Cerveteri ha più volte sollecitato la Regione Lazio. «Mi sono recata personalmente in Regione per confrontarmi con l’assessore competente e ho scritto anche al presidente Rocca – spiega – ma il problema non è mai stato affrontato in modo complessivo e strutturato». Ora l’attenzione è puntata sull’avvio del Bacino 1 – Tirreno Nord, che include anche il territorio cerite. «La preoccupazione è fortissima: l’eliminazione di collegamenti fondamentali, in particolare quelli legati alle scuole, rischia di mettere in enorme difficoltà centinaia di famiglie, soprattutto se il cambiamento avverrà in corso d’anno scolastico». Da qui l’appello alla Regione e ai colleghi sindaci del comprensorio: «Serve un incontro urgente e una riflessione seria e condivisa su come gestire questo passaggio. La riforma del trasporto pubblico locale può certamente portare vantaggi, ma solo se accompagnata da ascolto, gradualità e attenzione ai territori. In caso contrario, rischia di trasformarsi in un grave danno per le nostre comunità».

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