lunedì, Gennaio 12, 2026

Condanna respinta ma affermazioni “stigmatizzate”

La vicenda giudiziaria legata ai post sulla pagina Facebook “Disservizi ambienti e rifiuti comune di Ardea” si arricchisce di nuovi capitoli tra richieste rigettate, querele incrociate e approfondimenti sulle presunte responsabilità. In un primo momento, la persona offesa aveva avanzato una richiesta di decreto penale di condanna nei confronti dell’amministratore della pagina, invocando il riconoscimento della diffamazione a mezzo stampa. La richiesta era però stata rigettata dal Gip, che aveva sottolineato come il compendio probatorio non consentisse di accertare con certezza la responsabilità penale dell’indagato. Pur stigmatizzando le critiche rivolte alla persona offesa, il giudice aveva evidenziato la mancanza di elementi sufficienti per procedere con una condanna.Successivamente, la persona offesa aveva impugnato la decisione, chiedendo di ampliare le indagini includendo episodi mai denunciati in precedenza. Tra  questi, si segnalano presunti atti persecutori e un episodio di lesioni personali risalente al 26 settembre 2023. La difesa dell’indagato, da parte sua, non è rimasta a guardare. In risposta alle nuove contestazioni, è stata depositata una querela corredata da certificazione medica, volta a contestare le accuse e a chiarire la posizione dell’amministratore della pagina. Il quadro giudiziario resta quindi complesso e articolato, con un intreccio di denunce, repliche e atti di difesa che ha portato il procedimento a una fase di approfondimento e verifica, prima che la vicenda possa trovare una chiusura definitiva. La vicenda, iniziata sui social, mostra come le dispute online possano evolversi rapidamente in contenziosi legali di una certa complessità, soprattutto quando si intrecciano accuse personali e responsabilità civiche.

Articoli correlati

Ultimi articoli