Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore, in coincidenza drammatica con la tragedia del bar Le Constellation a Crans-Montana, una modifica alla legge edilizia cantonale vallesana (nuovo art. 37 cpv. 5) che ha un impatto significativo sul sistema di responsabilità in materia di sicurezza negli esercizi pubblici. La norma stabilisce che l’autorità competente (comune o cantone) non risponde dei danni causati da violazioni commesse dai committenti, proprietari o gestori. In pratica, i comuni vengono in larga misura sollevati dalla responsabilità civile per omissioni o mancanze di controllo, qualora il danno derivi direttamente da inadempienze del titolare dell’attività. Questa disposizione, entrata in vigore appena 86 minuti prima dell’incendio che ha causato circa 40 morti e oltre 110 feriti, sta già generando un acceso dibattito giuridico: molti esperti ritengono che possa permettere a Crans-Montana di sottrarsi a richieste di risarcimento milionarie, anche se i tribunali potrebbero valutare diversamente le omissioni pregresse avvenute sotto il vecchio regime. Parallelamente, la tragedia ha accelerato l’inasprimento delle responsabilità penali e amministrative dei gestori di bar, discoteche e locali notturni, che adesso hanno l’obbligo di provare concretamente la conformità antincendio di materiali ignifughi, vie di fuga, estintori, capienza; saranno sottoposti a controlli periodici più rigorosi, in vari cantoni si passa da 10 a 5 anni per le verifiche obbligatori; la possibilità di contestare ai proprietari l’omicidio colposo, lesioni gravi colpose e incendio colposo con dolo eventuale e la revoca immediata della licenza in caso di violazioni gravi o ripetute. La conseguenza pratica è chiara: mentre i comuni vengono sempre più blindati sul piano civile, il peso e il rischio penale personale, ricade quasi interamente sui gestori. La sicurezza non è più solo un adempimento burocratico, ma una responsabilità individuale inderogabile, con conseguenze penali dirette in caso di negligenza. Dopo Crans-Montana, molti esercenti stanno rivedendo impianti e documentazione, mentre le autorità cantonali annunciano ispezioni straordinarie. Il messaggio del 2026 è netto: chi gestisce la movida svizzera non può più permettersi errori e lo Stato si sta progressivamente scaricando delle sue responsabilità storiche. Non c’erano uscite di sicurezza segnalate a Le Constellation, il locale di Crans-Montana dove la notte di Capodanno in un incendio sono morte 40 persone e 116 sono rimaste ferite. Lo hanno ribadito alcuni dei presenti sentiti, le cui parole sono riportate nelle 350 pagine del fascicolo penale dell’inchiesta che sta portando avanti la procura di Sion. A renderle note è la televisione RTS. Si tratta di una dozzina di testimonianze di persone che si trovavano soprattutto al piano sotterraneo. Fra di loro una ex dipendente che si era fermata a salutare una amica cameriera, che è deceduta, e a cui la titolare avrebbe chiesto di dare una mano. Per questo è scesa al piano di sotto. “Mi chiedete se c’erano dispositivi di sicurezza visibili in caso d’incendio nel bar? Io rispondo negativamente” ha riferito. “Non ho visto dispositivi con i piccoli cartelli verdi per le uscite di sicurezza” ha confermato un ragazzo. Una sedicenne ha aggiunto che “c’era tantissima gente che tentava d’uscire dalla piccola porta d’ingresso. Non sono sicura che ci fosse una uscita d’emergenza nel seminterrato”. Un diciassettenne che aveva un tavolo da 320 euro al piano terra ma è sceso di sotto, ha detto che quello che lo ha “sorpreso era la mancanza di uscite di sicurezza”.
Crans-Montana, l’inchiesta si allarga ai mancati controlli. Nel passato dei Moretti due indagini






