lunedì, Gennaio 12, 2026

Saldi invernali in ripresa: +6% rispetto al 2025, boom di acquisti a Roma

Dopo una partenza in salita, la stagione dei saldi invernali sembra aver finalmente imboccato la strada giusta. A certificarlo sono i primi bilanci delle associazioni di categoria, che parlano di una ripresa concreta dei consumi, trainata soprattutto dall’abbigliamento e dalle calzature. Confimpresa registra un incremento delle vendite del 6% rispetto al 2025, un dato che segna un’inversione di tendenza rispetto alle settimane precedenti, caratterizzate da prudenza e acquisti rimandati in attesa degli sconti. Passeggiando tra le vetrine della zona Marconi, uno dei principali distretti commerciali della Capitale, la sensazione è quella di un ritorno alla normalità: cartelli con ribassi fino al 70% campeggiano sugli ingressi dei negozi, attirando famiglie, giovani e pensionati alla ricerca dell’occasione giusta. Cappotti, piumini, scarpe sportive e stivali invernali sono tra i prodotti più richiesti, insieme ai capi basic e agli accessori, considerati investimenti utili anche in vista della prossima stagione. Nel Lazio si stima una spesa media di circa 200 euro a famiglia, per un giro d’affari complessivo che supera gli 800 milioni di euro. Numeri che restituiscono ossigeno a un settore messo a dura prova negli ultimi anni dall’aumento dei costi, dalla concorrenza dell’e-commerce e da una lunga stagione di promozioni anticipate che ha finito per svuotare di significato i saldi tradizionali. Proprio per questo, secondo molti esercenti, il ritorno a una finestra di sconti ben definita resta uno strumento fondamentale per stimolare la domanda e riportare i clienti nei negozi fisici. Tra i commercianti cresce però anche la richiesta di regole più stringenti. In particolare, viene indicato come problema il proliferare di iniziative come il Black Friday e le promozioni continue, che comprimono i margini e spingono i consumatori ad aspettare sempre l’ennesimo ribasso. «Così si perde il valore reale dei prodotti e si crea una concorrenza sleale», spiegano alcuni titolari di negozi di abbigliamento, secondo cui servirebbe una normativa più chiara per tutelare sia chi vende sia chi acquista. Nonostante queste criticità, il clima che si respira nei centri commerciali e lungo le vie dello shopping è moderatamente ottimista. I saldi invernali, almeno per ora, stanno dimostrando di poter ancora svolgere il loro ruolo di motore dei consumi, restituendo fiducia a un comparto che guarda ai prossimi mesi con cauto, ma rinnovato, ottimismo.

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