martedì, Gennaio 13, 2026

Emergenza investimenti stradali nella Capitale, allarme Asaps a inizio anno

Sono sedici le persone travolte e decedute sulle strade italiane dall’1 gennaio, in soli undici giorni, secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Pedoni Asaps – Sapidata, che monitora quotidianamente gli episodi più gravi che coinvolgono chi si muove a piedi. Il quadro restituisce una situazione particolarmente critica: 11 uomini e 5 donne, con una forte concentrazione tra le fasce più fragili della popolazione. Otto vittime avevano più di 65 anni, pari a circa la metà del totale. Tra i casi segnalati figura anche quello di un 92enne investito mentre attraversava sulle strisce pedonali. Il confronto con gli anni precedenti rafforza l’allarme. Nel gennaio 2025 i decessi complessivi erano stati 43, mentre considerando il periodo tra novembre, dicembre e l’inizio del nuovo anno, il numero complessivo sale a 110 morti. Dati che confermano una continuità preoccupante nel tempo. Secondo le statistiche ufficiali, nel 2024 le vittime tra i pedoni sono state 470, come rilevato dall’Istat. La stima preliminare Asaps per il 2025 si è invece attestata a 434 decessi, un valore comunque molto elevato. Dal punto di vista territoriale, la Lombardia guida la graduatoria con tre casi, seguita da Veneto, Lazio e Puglia, che registrano due vittime ciascuna. Il Lazio figura dunque tra le regioni maggiormente colpite in questa prima fase dell’anno, con episodi che interessano direttamente il contesto urbano e la viabilità locale. Particolarmente significativo anche il dato relativo agli attraversamenti regolamentati: dal 1° gennaio sono stati nove gli episodi mortali avvenuti sulle strisce  pedonali. Non risultano casi di pirateria stradale, ma viene segnalato un investimento causato da un conducente in stato di ebbrezza. In un altro episodio ha perso la vita anche il cane che accompagnava la persona investita, mentre in un ulteriore caso il responsabile era privo di patente di guida. I numeri diffusi dall’Osservatorio confermano una criticità strutturale della sicurezza stradale, con un impatto rilevante anche nelle grandi aree urbane e nel territorio laziale.

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