mercoledì, Gennaio 14, 2026

Ambulanti in protesta contro le nuove regole sui posteggi comunali

Circa 200 ambulanti si sono riuniti questa mattina davanti al Dipartimento Sviluppo Economico, Attività Produttive e Agricoltura del Comune, in via dei Cerchi, per chiedere la sospensione immediata delle rotazioni dei posteggi, in vigore dal prossimo 1 febbraio, e l’avvio urgente di un tavolo di confronto con l’amministrazione capitolina. A riferirlo è Roberto Di Porto, rappresentante romano della Uiltucs, intervenuto durante la protesta in corso presso l’assessorato al Commercio. Secondo il sindacato, i provvedimenti sulle rotazioni non configur descrivono una reale riorganizzazione del settore, ma rischiano di produrre un effetto opposto. Le nuove modalità, così come progettate, vengono giudicate come una progressiva espulsione dal mercato di centinaia di operatori. Negli ultimi due anni, viene evidenziato, la tassa di occupazione del suolo pubblico è aumentata di oltre il 50 per cento, mentre molti posteggi vengono trasferiti in aree prive di attrattività commerciale, come zone isolate, parcheggi o spazi marginali lontani dai flussi di passaggio. Il problema non riguarda esclusivamente il centro storico. I Piani del commercio dei Municipi di Roma prevedono in numerosi casi la delocalizzazione dei posteggi verso aree periferiche o scarsamente frequentate, con un impatto diretto sulla sostenibilità economica delle imprese ambulanti e sui livelli occupazionali. Secondo i dati forniti dalle organizzazioni sindacali, sono coinvolte circa 1.300 famiglie, tra piccoli imprenditori, lavoratori dipendenti e nuclei familiari che traggono da questa attività l’unica fonte di reddito. Le sigle sindacali hanno già presentato proposte di mediazione, tra cui il ridimensionamento delle superfici dei posteggi e una revisione delle collocazioni, con l’obiettivo di garantire decoro urbano e vivibilità senza cancellare il comparto. Al momento, viene sottolineato, non sono arrivate risposte operative da parte dell’amministrazione comunale. Le richieste restano la  sospensione dei provvedimenti e l’apertura immediata di un confronto strutturato.

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