mercoledì, Gennaio 14, 2026

Funzionario Usa: il Venezuela ha liberato numerosi cittadini americani detenuti

Il Venezuela ha iniziato a liberare gli americani incarcerati. Lo ha sostenuto un funzionario statunitense, elogiando la mossa della leadership ad interim del Paese dopo la destituzione forzata dell’ex presidente Nicolas Maduro da parte di Washington. “Accogliamo con favore il rilascio degli americani detenuti in Venezuela. Questo è un passo importante nella giusta direzione da parte delle autorità ad interim”, ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato sotto anonimato. Il funzionario non ha fornito immediatamente dettagli sul rilascio dei prigionieri né ha specificato quanti ne siano stati liberati. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, intende inviare negli Stati Uniti un proprio rappresentante per incontrare alti funzionari americani lo stesso giorno in cui sarà a Washington la leader dell’opposizione, Maria Corina Machado. Lo riporta Bloomberg, citando fonti a conoscenza dei piani, secondo cui l’ambasciatore Felix Plasencia, capo missione all’ambasciata venezuelana nel Regno Unito ed ex ministro degli Esteri, dovrebbe recarsi negli Stati Uniti domani. “I proventi della vendita di petrolio saranno destinati al recupero e alla ristrutturazione del sistema sanitario del Paese”. Lo ha detto – come riporta l’agenzia Efe – la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, nonostante l’avvertimento degli Stati Uniti di controllare la vendita di greggio per un periodo “indefinito” e di depositare i ricavi di tali transazioni in conti amministrati da Washington. In un breve discorso trasmesso dal canale statale Vtv, Rodríguez ha detto che sta lavorando a un piano speciale per il settore sanitario, colpito da anni di crisi, e che il primo impegno è che ogni dollaro che entra in Venezuela dall’industria petrolifera e del gas sia destinato a soddisfare le esigenze del sistema sanitari. L’avvocato penalista ed ex procuratore venezuelano Zair Mundaray ha denunciato l’arresto arbitrario di 16 minori avvenuto lo scorso 5 gennaio a Barcelona, capoluogo dello stato di Anzoátegui. Secondo quanto riferito dal legale sui social network, i ragazzi sarebbero stati accusati di aver celebrato la cattura, da parte degli Stati Uniti, dell’ex presidente de facto Nicolás Maduro. I minori, residenti nei quartieri El Espejo e La Aduana, sarebbero stati fermati dalla polizia municipale e successivamente si sarebbero presentati davanti al giudice dei minori su indicazione – sempre secondo Mundaray – della procuratrice Jesmit Milano e del procuratore generale Tarek William Saab. Alla base del procedimento vi sarebbero accuse particolarmente gravi, tra cui associazione per delinquere, incitamento all’odio e tradimento della patria. I ragazzi sono stati trasferiti nel centro di reclusione del barrio Las Casitas di Barcelona, una struttura che, stando alla denuncia, non garantirebbe condizioni igienico-sanitarie adeguate alla detenzione di minori. Familiari e organizzazioni per i diritti umani parlano di detenzioni arbitrarie inserite in un clima di crescente repressione. In seguito, 15 dei 16 adolescenti sono stati rilasciati con misure cautelari, pur restando formalmente imputati.

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