mercoledì, Gennaio 14, 2026

Maxi frode scoperta dai Finanzieri di Roma: sequestrati preventivamente oltre 24 milioni di euro

Emettevano fatture per operazioni inesistenti, presentavano false dichiarazioni Iva riuscendo a incassare crediti fittizi. Un articolato sistema di evasione fiscale e contributiva che ha portato i Finanzieri del Comando provinciale di Roma al sequestro preventivo di beni e valori per oltre 24 milioni di euro. Ad orchestrare il tutto un imprenditore romano, al vertice di un gruppo criminale attivo tra il 2019 al 2022. Il meccanismo fraudolento si sarebbe fondato sul ricorso sistematico all’indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti per circa 11 milioni di euro, generati da numerose società intestate a prestanome e operanti in diversi settori economici, anche mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo superiore a 12,5 milioni di euro. La frode si sarebbe concretizzata attraverso la presentazione di false dichiarazioni Iva da parte di società “cartiere”, le quali creavano crediti fittizi successivamente trasferiti, tramite simulate cessioni di rami d’azienda, ad altre società riconducibili al medesimo dominus occulto. A ciò si sarebbe aggiunto un sistematico ricorso alla somministrazione illecita di manodopera, occultata dietro rapporti commerciali meramente fittizi. Il provvedimento, che fa seguito alle indagini dei militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, riguarda, in via principale, 21 persone giuridiche. Qualora però i beni di queste società non fossero sufficienti a coprire l’intero importo, il provvedimento potrà estendersi anche a 31 persone fisiche ritenute indiziate a vario titolo nella vicenda.

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