Sono tra le associazioni di volontariato più antiche e radicate della terra cervetrana e da decenni custodiscono una delle tradizioni religiose e popolari più sentite della città. I Massari caeretani continuano a essere il cuore pulsante dell’organizzazione della festa di Sant’Antonio Abate, appuntamento che ogni anno, il 17 gennaio, rinnova un legame profondo tra fede, storia e identità collettiva. La devozione per il santo eremita, simbolo di resistenza contro le insidie del maligno e venerato come protettore degli animali, affonda le sue radici in un passato lontanissimo. Secondo le fonti storiche locali, la tradizione di onorare Sant’Antonio Abate a Cerveteri risalirebbe addirittura al 1712, e forse anche a un ventennio prima, rendendo questo culto uno dei più antichi e longevi del territorio. Nel corso dei secoli, la festa ha attraversato epoche e trasformazioni, mantenendo però intatto il suo significato originario. Un patrimonio immateriale fatto di riti, celebrazioni e momenti di condivisione che i Massari caeretani hanno saputo preservare con impegno e passione, tramandandolo di generazione in generazione. Ancora oggi, grazie al loro lavoro volontario, la ricorrenza di Sant’Antonio Abate rappresenta un momento centrale per la comunità di Cerveteri, capace di unire sacro e popolare, memoria storica e partecipazione, rafforzando quel senso di appartenenza che rende viva e autentica la tradizione.






