Il sogno di tornare a fare il bagno nel Tevere, nel cuore di Roma, esce dalla dimensione evocativa e entra ufficialmente nella fase operativa. In Campidoglio è infatti partito il lavoro concreto sul progetto del Tevere balneabile, un’idea ambiziosa che punta a restituire ai cittadini e ai turisti un rapporto diretto con il fiume simbolo della Capitale. Un progetto che guarda al passato glorioso del Tevere – quando fino agli anni Cinquanta era luogo di svago e balneazione – ma con l’obiettivo di declinarlo secondo criteri moderni di sicurezza, sostenibilità e qualità ambientale. A coordinare la nuova fase sono quattro gruppi di tecnici, già al lavoro su altrettanti fronti strategici. Il primo team è impegnato nell’analisi della qualità delle acque, con monitoraggi costanti e approfonditi per verificare i livelli di inquinamento, l’impatto degli scarichi e la possibilità di garantire standard compatibili con la balneazione urbana. Un secondo gruppo si occupa degli interventi infrastrutturali, valutando la fattibilità di piattaforme galleggianti, accessi controllati, pontili e aree attrezzate lungo le banchine, in particolare nei tratti centrali del fiume. Il terzo fronte riguarda la sicurezza, sia dal punto di vista idraulico che sanitario: correnti, livelli dell’acqua, gestione delle piene e presenza di personale di sorveglianza sono elementi chiave per rendere il progetto praticabile. Il quarto gruppo, infine, lavora sugli aspetti normativi e amministrativi, necessari per superare vincoli storici, paesaggistici e ambientali, oltre a coordinare competenze tra Comune, Regione, Autorità di bacino e ministeri. L’obiettivo del Campidoglio è chiaro: avviare una sperimentazione graduale, con tratti limitati e periodi definiti, evitando annunci irrealistici ma costruendo passo dopo passo un modello di balneazione urbana simile a quello già adottato in altre grandi capitali europee, come Parigi o Berlino. Al centro del progetto c’è anche la riqualificazione complessiva delle sponde del Tevere, viste non più come un confine marginale ma come uno spazio pubblico da vivere, attraversare e riscoprire. Se il percorso sarà lungo e complesso, l’ambizione è alta: trasformare il Tevere da fiume dimenticato a cuore pulsante della vita urbana, restituendo a Roma un rapporto autentico con la sua acqua. Il tuffo in centro, per ora, resta un sogno. Ma per la prima volta, è un sogno con un calendario di lavoro e squadre già in campo.






