sabato, Gennaio 17, 2026

Fiumicino, scoperti 9 tonnellate di vongole pescate in acque contaminate: maxi-operazione della Guardia Costiera

Una complessa indagine condotta dalla Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Roma, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Civitavecchia, ha portato alla scoperta di circa 9 tonnellate di vongole lupino pescate in acque contaminate e immesse sul mercato senza alcun processo di depurazione. L’operazione, sviluppata negli ultimi mesi del 2025, ha svelato un vasto sistema di frode alimentare e commercio illegale di molluschi bivalvi, con pesanti conseguenze giudiziarie per i responsabili. Gli ispettori della Guardia Costiera hanno analizzato centinaia di Documenti di Registrazione dei molluschi bivalvi (DdR), strumenti fondamentali per garantire la tracciabilità dei prodotti ittici, e controllato oltre 30 esercizi commerciali tra pescherie, grossisti, centri d’asta e stabilimenti di spedizione. Parallelamente, sono stati monitorati 16 pescherecci operanti nel Compartimento marittimo di Roma, con particolare attenzione alla provenienza dei molluschi e al rispetto delle procedure di depurazione. Dall’attività investigativa è emerso che i pescherecci dichiaravano sistematicamente di pescare in “Zona A”, acque sicure per il consumo umano, mentre in realtà i molluschi provenivano dalla “Zona B”, aree contaminate. Le vongole, quindi, giungevano ai clienti privi di qualsiasi trattamento per abbattere la carica batterica, esponendo i consumatori a gravi rischi per la salute. Il bilancio dell’operazione è pesante: cinque motopesca e un centro di spedizione sono finiti sotto accusa. Armatori, comandanti e titolare dello stabilimento dovranno rispondere di reati previsti dal Codice Penale, tra cui commercio di sostanze alimentari nocive, frode nell’esercizio del commercio e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Le attività della Guardia Costiera non si limitano al controllo dei documenti: sono stati effettuati sopralluoghi, ispezioni dirette a bordo delle imbarcazioni e verifiche presso gli stabilimenti di spedizione, con l’obiettivo di interrompere il circuito illecito e tutelare la salute dei cittadini. L’operazione rappresenta un importante segnale di attenzione verso la sicurezza alimentare e il contrasto alla pesca illegale sul territorio del litorale laziale. Le indagini proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabilità e verificare l’intero  flusso commerciale dei molluschi coinvolti.

Articoli correlati

 

Ultimi articoli