Cresce la tensione all’interno della ASL Roma 4: i sindacati FP CGIL e UIL FPL della Provincia Nord di Roma hanno ufficialmente proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale, definendo la mobilitazione come «l’unica via percorribile» di fronte a quella che viene definita una gestione «insostenibile» dell’Azienda sanitaria. A rendere nota la decisione sono stati i segretari sindacali Emanuela Nucerino e Alessandro Mattei, in una nota per mezzo stampa: «La situazione della ASL Roma 4, chiamata a gestire il servizio sanitario regionale su tutta la provincia settentrionale della Capitale, è sempre più critica. Da mesi denunciamo la mala gestione della Direttrice Generale, la dottoressa Rosaria Marino, caratterizzata da unilateralismo, mancato rispetto delle relazioni con i sindacati e tutte le parti sociali, e da un progressivo restringimento del perimetro del pubblico». I sindacati evidenziano come, nonostante le denunce formali e la lettera del sindaco di Civitavecchia e presidente dei sindaci del distretto sanitario, Dottor Piendibene, «la situazione non abbia subito alcun cambiamento. Le inadeguatezze del vertice, unite alla delegittimazione del confronto democratico, hanno avuto solo il merito di unire tutti nella denuncia e nella richiesta di un cambio di marcia». «Purtroppo – aggiungono Nucerino e Mattei – la Direttrice Generale rimane sorda al confronto, mentre le condizioni lavorative del personale e l’efficienza dei servizi sanitari per i cittadini peggiorano costantemente. La proclamazione dello stato di agitazione è stata l’unica scelta possibile per cercare una via d’uscita a un quadro che definire disastroso è riduttivo». La mobilitazione del personale potrebbe aprire la strada a scioperi e altre forme di protesta, mentre i sindacati insistono per un confronto immediato con la direzione aziendale, puntando a garantire tutela per i lavoratori e migliori condizioni di servizio per gli utenti del territorio della provincia nord di Roma.
Civitavecchia, ASL Roma 4: proclamato lo stato di agitazione del personale per gestione “insostenibile”






