lunedì, Gennaio 19, 2026

Si è spento all’età di 93 anni Valentino Garavani, l’ultimo vero imperatore della moda

Si spegne a Roma, all’età di 93 anni, Valentino Garavani, l’ultimo vero imperatore della moda. Lo stilista si è spento oggi nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari, come annunciato in una nota diffusa sui social ufficiali dello stilista e della Fondazione Valentino Garavani. Con lui se ne va non solo un protagonista assoluto dell’haute couture, ma un’epoca intera: dopo Valentino, per la moda, nulla sarà più come prima. La camera ardente sarà allestita presso PM23, in Piazza Mignanelli 23, nelle giornate di mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle ore 11 alle 18. I funerali si terranno venerdì 23 gennaio alle ore 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica, a Roma. Definirlo semplicemente stilista sarebbe riduttivo. Valentino Garavani è stato un couturier nel senso più alto e nobile del termine, custode dei segreti dell’alta moda, interprete supremo dell’eleganza senza tempo. Se Gianni Versace ha portato in passerella la sensualità e Giorgio Armani ha riscritto i codici del vestire contemporaneo, Valentino è stato l’eleganza fatta persona, il “couturier par excellence”. «Ho sempre desiderato rendere belle le donne», amava ripetere. E lo ha fatto come pochi altri nella storia. “Il vittorioso”, così lo aveva ribattezzato Time, è stato una personalità fuori scala, una figura “larger than life”, capace di incarnare lusso, bellezza e ambizione. Star tra le star, amico di Nancy Reagan e Marella Agnelli, riferimento assoluto per icone come Sophia Loren, Elizabeth Taylor, Aretha Franklin, Brooke Shields e Anne Hathaway. Alla sua corte sono passate tutte le grandi top model: Claudia Schiffer, Cindy Crawford, Naomi Campbell. E poi Jackie Kennedy, che gli aprì le porte degli Stati Uniti e scelse un suo abito per sposare Aristotele Onassis; Farah Diba, che lasciò la Persia indossando un suo cappotto in zibellino. Un pantheon di nomi che racconta meglio di qualsiasi parola il peso del suo mito. La sua è stata una vita vissuta senza compromessi, tra sogno e realtà, tra lavoro ossessivo e piaceri assoluti. Gli chalet di Gstaad, i castelli, le sfilate leggendarie, i red carpet, le estati sul TM Blue One, yacht di 46 metri dove amava ricevere amici e celebrità. Lusso e disciplina, talento e megalomania, come raccontava con lucidità e affetto Giancarlo Giammetti, compagno di vita e di lavoro, nel documentario cult Valentino: The Last Emperor: «Valentino è fuori controllo, fa quello che vuole. È Valentino». Dietro l’imperatore, però, c’era anche il ragazzo di 13 anni che sognava davanti allo schermo di un cinema. «Mia sorella mi portava al cinema e io sognavo donne bellissime, estremamente sofisticate, che indossavano abiti splendidi e gioielli», raccontava. Da quel sogno nacque tutto il resto: l’artista, il mito, la leggenda. Oggi la moda perde la sua ultima vera icona. Valentino Garavani lascia un’eredità impossibile da replicare, un’estetica che non si insegna e non si eredita. Dopo di lui, davvero, il diluvio.

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