Un grave episodio intimidatorio e di chiara matrice criminale si è verificato presso l’impianto sportivo di Falaschi, ad Anzio. A renderlo noto è l’associazione Reti di giustizia – il sociale contro le mafie, che denuncia quanto accaduto parlando di un gesto che colpisce non solo una struttura pubblica, ma l’intera comunità. Secondo quanto riferito dall’associazione, l’impianto Falaschi rappresenta un bene che, dopo decenni segnati da cattiva gestione e da un controllo riconducibile a contesti mafiosi, avrebbe dovuto finalmente tornare a disposizione dei cittadini. Un percorso di riscatto e restituzione alla collettività che, proprio per questo, sarebbe finito nel mirino di chi vede minacciati interessi illeciti e vecchi equilibri.L’atto intimidatorio viene definito da Reti di Giustizia come un segnale inquietante, che dimostra come il territorio di Anzio resti ancora esposto alle pressioni della criminalità organizzata. Un episodio che riaccende l’attenzione sulla necessità di non abbassare la guardia e di rafforzare il presidio di legalità attorno ai beni pubblici sottratti all’illegalità.L’associazione, da anni impegnata nella lotta alle mafie e nella tutela del patrimonio collettivo, ha ribadito la volontà di proseguire con determinazione il proprio impegno: vigilare, denunciare e sostenere ogni iniziativa finalizzata al recupero sociale di spazi e strutture che devono tornare a essere luoghi di aggregazione, sport e inclusione.Un messaggio chiaro, quello lanciato da Reti di Giustizia: di fronte alle intimidazioni non ci sarà alcun passo indietro. Il riscatto di Anzio e dei suoi beni pubblici passa dalla difesa della legalità e dalla partecipazione attiva di cittadini, associazioni e istituzioni.






