martedì, Gennaio 20, 2026

Ladispoli, mareggiate senza tregua: la costa arretra e la Palude di Torre Flavia sotto assedio

Le scogliere sono il futuro annunciato, ma il presente della costa ladispolana è fatto di emergenze, danni e timori sempre più concreti. Le violente mareggiate che si sono abbattute sul litorale negli ultimi giorni hanno aggravato una situazione già critica, erodendo tratti di spiaggia e mettendo sotto attacco anche uno dei gioielli naturalistici del territorio: la Palude di Torre Flavia. Il rischio maggiore riguarda la possibile contaminazione tra l’acqua salata del mare e quella dolce dell’area paludosa, uno scenario che potrebbe avere conseguenze gravi e irreversibili sull’equilibrio dell’habitat faunistico e floreale della riserva, tutelata dalla Comunità Europea e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. Per questo motivo, i volontari di numerose associazioni ambientaliste sono scesi in campo in queste ore, cercando di limitare i danni e di proteggere quanto possibile un ecosistema già fragile. A preoccupare è anche la sorte della stradina sabbiosa che collega il litorale di Ladispoli con la frazione balneare di Campo di Mare: l’erosione costante rischia di cancellarla definitivamente, interrompendo un collegamento storico e molto utilizzato. Scuolambiente Cerveteri-Ladispoli ha lanciato un appello accorato, affiancata da altre realtà da sempre in prima linea nella difesa della costa. «Ci auguriamo – sottolinea Rita Paone di Marevivo Lazio – che i fondi regionali previsti per la realizzazione delle barriere soffolte comprendano anche il tratto antistante la Palude di Torre Flavia, che ricade nel comune di Ladispoli. La situazione è parecchio problematica e non si può più aspettare». Il nodo, infatti, è tutto nei tempi e nelle modalità degli interventi: il piano della Regione Lazio, che prevede uno stanziamento superiore ai 10 milioni di euro per la salvaguardia del litorale, dovrebbe partire prima della prossima estate, ma resta l’incertezza su dove verranno effettivamente posizionate le scogliere, se davanti alla Palude o soltanto a ridosso di Torre Flavia. Intanto il mare continua a restituire frammenti di storia. Poco prima di Natale, le mareggiate avevano riportato alla luce sulla spiaggia antichi resti di epoca romana: pietre nere che sarebbero riconducibili ai basoli utilizzati per la costruzione delle celebri strade romane. Un fenomeno già verificatosi alcuni mesi fa, ulteriore segnale di quanto il litorale stia cambiando volto sotto la spinta dell’erosione. Situazione analoga anche sul versante sud della città, tra Marina San Nicola e Palo Laziale, dove l’azione del mare sta mettendo a nudo una parete che nasconderebbe una sorta di necropoli sotterranea, aggiungendo un ulteriore elemento di allarme e complessità. Tra emergenza ambientale, tutela del patrimonio naturale e storico e attesa di interventi strutturali, Ladispoli vive giorni di forte preoccupazione. Il mare avanza, la costa arretra e il tempo, per molti, è ormai scaduto.

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