martedì, Gennaio 20, 2026

Studente ucciso in classe a La Spezia: Atif resta in carcere per l’omicidio

Il gip del tribunale della Spezia ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif, il 19enne che ha sferrato una coltellata mortale ad Abanoub Youssef all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo” della Spezia venerdì scorso. Lo ha annunciato Cesare Baldini, l’avvocato che difende il giovane, uscendo attorno alle 13 dal carcere della città ligure dove si è svolta l’udienza preliminare. “Ha detto di essersi sentito minacciato da questo ragazzo e nega assolutamente ci siano stati altri episodi di minacce da parte sua con un coltello in passato”, ha detto il legale ai cronisti prima di tratteggiare un profilo psicologico del suo assistito: “E’ una persona con un passato di grandi sofferenze, lasciato da solo in Marocco fino ai 15 anni, poi tornato prima del Covid e ritornato dopo la pandemia – ha detto il legale -. Una persona che si sente isolata, con poche amicizie, in passato dedito ad autolesionismo. Tutto lascia pensare ci sia lo spazio per una perizia psichiatrica, ne parleremo con il pubblico ministero. Per assurdo trovo che la misura cautelare in carcere sia oggi la soluzione che meglio possa difendere Zouhair da sé stesso”. “E’ stato un omicidio programmato, il killer è una persona matura che riesce a ragionare, l’unica pena che io  ritengo sia giusta è l’ergastolo e se uscisse lo dovrebbero rimpatriare, con tutta la sua famiglia, come esempio”. Lo ha detto Kiru Attia, cugino del ragazzo accoltellato. Il giovane è stato intervistato dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai 2 e condotta da Milo Infante. “Aba cercava di aiutare gli altri, dava priorità al prossimo, cercava di aiutare in casa, gli dispiaceva che tutti lavorassero in famiglia e lui no e così ogni tanto nelle sue poche ore libere scendeva a fare il cameriere nel ristorante sotto casa – ha raccontato Attia -. Quando ho saputo quello che era successo ho pensato per prima cosa che un gesto del genere era molto prevedibile, poteva succedere a chiunque, dato il tipo di scuola che frequentava e dai soggetti che sono iscritti, tutti sapevano che all’interno dell’istituto c’erano queste problematiche. Per chiunque esce col coltello – ha concluso – servono pene esemplari, anche se non uccidi nessuno”. Alcune centinaia di studenti delle scuole superiori spezzini staziona, questa mattina , si sono fermati di fronte a Palazzo di Giustizia al termine di un corteo che ha attraversando la città scandendo il nome di Abanoub Youssef. In Procura sono saliti il padre e lo zio della vittima, che ieri hanno avuto un colloquio con il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, arrivato in città per partecipare a un comitato dell’ordine pubblico presso la Prefettura.

 

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