Dall’ospedale al territorio, da direttore di reparto a medico di medicina generale. La parabola professionale del dottor Riccardo Lombardi, ex primario di Otorinolaringoiatria degli Ospedali Riuniti di Anzio-Nettuno, va ben oltre la scelta individuale e diventa una fotografia nitida dello stato di salute della sanità pubblica locale e nazionale. Con decorrenza 1° febbraio 2026, Lombardi è stato ufficialmente iscritto nell’elenco dei Medici di Medicina Generale del Distretto 6 del litorale della ASL Roma 6, con un massimale di 1.500 assistiti. Un passaggio netto: da figura apicale di reparto a medico di base, punto di riferimento quotidiano per i cittadini sul territorio. Non si tratta di un nome qualunque. Riccardo Lombardi ha rappresentato per anni una delle colonne dell’ospedale di Anzio-Nettuno, guidando un reparto strategico come quello di Otorinolaringoiatria, con responsabilità cliniche, organizzative e di coordinamento. Proprio per questo, la sua scelta assume un valore che va oltre il piano personale e apre interrogativi profondi sul funzionamento del sistema sanitario. La domanda è inevitabile: si tratta di una decisione individuale, maturata per ragioni personali, o del sintomo di un sistema che non riesce più a trattenere le proprie figure di vertice? Sempre più spesso, negli ospedali pubblici, i ruoli dirigenziali si accompagnano a carichi di lavoro crescenti, responsabilità amministrative complesse, carenze di personale e margini di autonomia sempre più ridotti. In questo contesto, la medicina generale – pur gravata anch’essa da criticità – appare a molti come una strada più sostenibile, più stabile e, in alcuni casi, persino più gratificante. Il passaggio di Lombardi racconta dunque “il segno dei tempi”: una sanità che non perde soltanto numeri, ma perde leadership, competenze e figure di riferimento. Professionisti di alto profilo che scelgono di lasciare l’ospedale segnalano una difficoltà strutturale nel valorizzare chi ha esperienza e capacità di guida. Per il territorio, l’arrivo di un medico con un curriculum di questo livello rappresenta indubbiamente un valore aggiunto per l’assistenza di base.






