Ci vorrà ancora tempo per la decisione sulla richiesta di arresti domiciliari della Procura di Latina nei confronti dell’ex vicesindaco di Sabaudia, Giovanni Secci, nell’indagine su una gara per l’affidamento dei chioschi del lungomare. Il legale dell’esponente di Forza Italia, che si è dimesso ieri dalla carica e sospeso dal partito, ha infatti comunicato nell’interrogatorio di oggi la ricusazione del Gip Giuseppe Cario, che deve prendere la decisione sulla misura cautelare. Ora sarà la Corte d’appello a dover decidere sulla ricusazione, con un allungamento dei tempi. Nella sua lettera al sindaco Alberto Mosca, anch’egli indagato insieme a due dirigenti comunali, Secci si è detto convinto di non aver commesso alcuna irregolarità ma ha aggiunto di sentirsi amareggiato per quanto emerso dal fascicolo. La nuova bufera giudiziaria sul comune di Sabaudia viene dall’indagine sulla procedura di assegnazione di cinque chioschi per l’estate scorsa, su cui si ipotizza il reato di turbativa d’asta: secondo gli inquirenti, sarebbe stato condizionato l’esito del bando pubblico, danneggiando l’imprenditore che se lo era aggiudicato.






