mercoledì, Gennaio 21, 2026

Una decisione inaspettata che lascia l’amare in bocca

La decisione è arrivata al termine dei lavori della Giuria incaricata di selezionare la Capitale italiana della Cultura 2028 e, per Ardea, il verdetto lascia inevitabilmente un senso di rammarico. La commissione ha operato una selezione definita severa, scegliendo dieci dossier giudicati più solidi, strutturati e competitivi rispetto agli altri presentati a livello nazionale. Un confronto serrato, che ha visto emergere progetti capaci di raccontare una visione culturale chiara e fortemente identitaria. Tra i finalisti figura Anagni, che ha puntato sul suo ruolo di cerniera storica del Lazio con il dossier “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”, valorizzando il patrimonio medievale e il legame profondo con le radici del territorio. Ancona ha invece proposto una riflessione sul presente e sull’evoluzione urbana con “Ancona. Questo adesso”, un progetto incentrato sull’attualità e sulla capacità della città di reinventarsi. Spazio anche al Sud e al Centro Italia, con Catania che ha scommesso sulla continuità della propria identità mediterranea attraverso il progetto “Catania continua”, mentre Colle di Val d’Elsa ha immaginato una cultura diffusa, accessibile e inclusiva nel dossier “Colle28. Per tutti, dappertutto”. In questo contesto altamente competitivo, il progetto che coinvolgeva Ardea non è riuscito a superare lo sbarramento finale, nonostante l’importante lavoro di costruzione di una proposta culturale legata alla storia, al mito e al patrimonio locale. Una battuta d’arresto che non cancella il valore del percorso intrapreso, ma che impone una riflessione sul futuro: la candidatura, pur non approdata tra le finaliste, ha riportato al centro del dibattito il potenziale culturale di Ardea, aprendo una strada che potrà essere percorsa anche al di fuori dei grandi concorsi nazionali.

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