giovedì, Gennaio 22, 2026

Report su acqua potabile, per migliaia di romani non è garantita

Nel 2025, a Roma, Capitale d’Italia, “l’accesso all’acqua potabile non è garantito per tutti. Non si tratta di episodi sporadici, ma di una criticità strutturale e diffusa che incide sulla vita quotidiana di migliaia di persone”. È quanto emerge dal Rapporto “Acqua potabile a Roma: miraggio o servizio?”, realizzato da Cittadinanzattiva Lazio sulla base di 155 segnalazioni raccolte tra settembre e novembre 2025. “Il dato più allarmante riguarda la frequenza del disservizio: oltre il 70 per cento dei cittadini segnala problemi ogni giorno, mentre quasi il 7 per cento li definisce costanti. Le principali criticità sono la pressione dell’acqua insufficiente (87,7 per cento) e le interruzioni della fornitura, anche brevi ma ripetute (72,7 per cento). In circa il 15 per cento dei casi si segnalano anche problemi di qualità dell’acqua, legati a odore, colore o sapore. Le segnalazioni provengono in larga parte dal Comune di Roma (97,4 per cento) e coinvolgono almeno 9 Municipi su 15, con una concentrazione significativa nel Municipio VII, ma con dati rilevanti anche nei Municipi I e VIII. Non si tratta quindi di un problema localizzato, bensì di un fenomeno urbano esteso, che interessa soprattutto palazzi medio-alti e piani superiori, dove la pressione risulta particolarmente critica.  Le conseguenze sulla vita quotidiana sono pesanti: il 94 per cento dei rispondenti denuncia disagi personali, il 37 per cento danni a elettrodomestici come caldaie e lavatrici, oltre il 33 per cento danni economici diretti”, si legge nel rapporto. “Un quarto dei cittadini segnala gravi difficoltà legate all’igiene personale e domestica. Le risposte aperte raccontano una quotidianità scandita da turni per lavarsi, fare le pulizie o accumulare acqua in taniche e bottiglie, con un impatto particolarmente grave su anziani, bambini e persone fragili, presenti rispettivamente nel 22 per cento e nel 26 per cento dei nuclei familiari coinvolti. Di fronte a questa situazione, i cittadini hanno tentato ogni strada: oltre il 77 per cento ha contattato l’amministratore di condominio, il 68 per cento ha segnalato il problema al numero verde Acea, ma senza risultati soddisfacenti. Il 65 per cento dichiara che le azioni intraprese non hanno risolto il problema, mentre solo il 15 per cento parla di una soluzione definitiva. In molti casi si è ricorsi a soluzioni autonome, come l’installazione di pompe e sistemi di accumulo: una scelta che, se da un lato risulta efficace in circa l’80 per cento dei casi, dall’altro comporta costi economici privati per supplire a un servizio pubblico carente. Sulla base della struttura dei condomini coinvolti e della natura sistemica dei disservizi, Cittadinanzattiva Lazio stima che la problematica possa interessare tra le 7.000 e le 10.000 persone nella sola area urbana monitorata”.

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