giovedì, Gennaio 22, 2026

Uccisa da una pallottola vagante, parla la testimone che era alla guida

Si è svolta davanti alla prima Corte d’Assise di Roma, nel Lazio, una nuova udienza del procedimento sulla morte di Caterina Ciurleo, l’81enne colpita da un proiettile vagante il 23 maggio 2024 in via Don Primo Mazzolari, nel quartiere Ponte di Nona. In aula è stata ascoltata la donna che si trovava a bordo della Smart insieme alla vittima e che era alla guida dell’auto al momento dei fatti. Nel corso della deposizione, la testimone ha ricostruito le fasi immediatamente successive alla sparatoria, riferendo di aver sentito distintamente gli spari e di essersi accorta subito delle gravi condizioni dell’amica seduta sul lato passeggero. Il colpo d’arma da fuoco raggiunse proprio la portiera destra del veicolo. Secondo quanto emerso, il proiettile sarebbe stato esploso da un’auto in corsa, che si è poi allontanata rapidamente dal luogo dell’agguato. La donna ha raccontato che inizialmente aveva pensato a una bravata, ipotesi subito smentita dal rumore degli spari e dalle conseguenze immediate. Durante l’esame condotto dal pm Carlo Villani, la testimone ha spiegato che Caterina Ciurleo lamentava gravi difficoltà respiratorie. Nel tentativo di salvarle la vita, ha accelerato verso l’ospedale, riuscendo a fermare un’ambulanza incrociata lungo il tragitto, alla quale ha segnalato di essere stata bersaglio di colpi d’arma da fuoco. Per l’omicidio sono imputati Adrian Ionita, Mirko Infante Guidom e Dante Spinelli, indicato come mandante dell’agguato che ha causato la morte dell’anziana, rimasta  estranea al contesto criminale della sparatoria.

 

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