Sentenza nel processo per stupro con rito abbreviato contro Manuel Lo Vecchio, 32 anni, romano, alla sbarra per violenza sessuale nei confronti di una 16enne nel luglio 2024 a Ponza. E’ stato assolto in giudizio abbreviato, per insufficienza di prove. La ragazzina secondo le indagini svolte dai carabinieri e dalla procura di Cassino, nel tardo pomeriggio del 7 luglio 2024, sarebbe stata costretta a subire un rapporto sessuale all’interno di un appartamento affittato dal trentenne che era sull’isola per motivi di lavoro. Faceva il cameriere in un ristorante. La 16enne dopo l’aggressione, avvertì sua madre, che lavorava come cameriera stagionale in un ristorante sull’isola pontina, così come suo padre. Fu trasportata in ospedale a Latina. La mamma della giovane denunciò subito la violenza sessuale subita da sua figlia dal 30enne. Subito dopo la prima fase d’indagine, il 32enne romano era stato allontanato dall’isola, con un foglio di via per la durata di anni tre, e denunciato. Era poi finito ai domiciliari. Evaso, per lui c’è stato un nuovo arresto, con una condanna ad altri otto mesi di reclusione. Scontati. La giovane non è stata creduta dal giudice – il commento dell’avvocata Licia D’Amico dell’Associazione Insieme a Marianna. La versione resa ai magistrati dall’imputato – spiegano i legali – è che la 16enne si era invaghita di lui e lo avrebbe denunciato, perché lo aveva visto insieme alla sua fidanzata sul terrazzo. La Pubblico Ministero Chiara Fioranelli aveva chiesto per l’imputato otto anni di reclusione senza attenuanti per l’aggravante della minore età della ragazza






