venerdì, Gennaio 23, 2026

Ciclone Harry, in Sicilia “danni per almeno 740 milioni di euro”. Allerta gialla oggi sull’isola

Dopo una breve tregua il tempo sull’Italia è nuovamente destinato a peggiorare. Nel corso della giornata di oggi una veloce perturbazione atlantica raggiungerà gradualmente il Centro-Nord per poi attraversare anche il Sud Italia entro sabato mattina. Il Dipartimento di Protezione civile ha emesso un avviso di allerta gialla sulla Sicilia, già duramente provata in queste ore a causa del ciclone Harry. Tempo in peggioramento al Centro-Nord, con precipitazioni che, entro il pomeriggio, andranno a interessare il Nord-Ovest, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e nord delle Marche; qualche debole e isolata pioggia possibile anche in Sardegna. In Piemonte, entroterra ligure e Lombardia occidentale neve a quote molto basse di 200-300 metri e con pioggia mista a neve in pianura. Su Marche meridionali, Abruzzo, Molise e regioni meridionali giornata stabile e abbastanza soleggiata con annuvolamenti alternati a schiarite. Temperature in calo al Nord, senza grandi variazioni altrove. Venti in rinforzo sui mari di ponente con mare mosso o molto mosso; restano ancora un po’ mossi lo Ionio e il Canale d’Otranto. Al mattino piogge nell’estremo Nord-Est (neve sulle Alpi intorno ai 1000 metri), Marche e regioni meridionali ma in rapida attenuazione; nel pomeriggio qualche residua pioggia essenzialmente in Campania. Peggiora in Sardegna con nubi in aumento e piogge in arrivo dal pomeriggio, in estensione in serata al Nord-Ovest, Emilia Romagna, regioni tirreniche e Sicilia occidentale. Neve in Piemonte ed entroterra ligure fino a 300-400 metri. Temperature in generale ma comunque contenuto rialzo. Venti da moderati a tesi per lo più meridionali su Mar Ligure e al Centro-Sud con mari mossi o molto mossi. Il presidente della Regione Renato Schifani ha programmato per oggi e domani la visita nelle zone di Messina e Catania danneggiate dal ciclone Harry, come annunciato durante il punto stampa di ieri a Palazzo d’Orléans. Il presidente sarà accompagnato dal capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina. Questo il programma: alle 15.30 un primo sopralluogo a Taormina, a seguire Santa Teresa di Riva, infine, intorno alle 17.30, incontro in Prefettura a Messina con i sindaci e gli operatori balneari dei comuni colpiti. Previsto un punto stampa. Per domani, invece, in programma il sopralluogo dei danni registrati nel Catanese: prima tappa ad Acireale alle 10, a seguire la Playa di Catania e, in chiusura, alle 12.30 incontro in Prefettura con i sindaci e gli operatori balneari. Anche qui  sarà previsto un punto stampa. “Speriamo che tutte e tre le regioni colpite formalizzino la richiesta di calamità nazionale, io avrò il compito di illustrare al governo la richiesta che sarà sicuramente accolta”. Lo ha detto il ministro perla Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, intervistato a ’10 minuti’ su Rete4. Sui danni della grave ondata di maltempo che ha flagellato il Sud Italia “le cifre non sono ancora pienamente attendibili, non c’è stato il tempo per consentire ai tecnici di tutti i comuni colpiti di verificare i danni. Mi sento di dire che andiamo oltre il mezzo miliardo, ma si potrebbe arrivare a 7-800 milioni”. Lo ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, intervistato a ’10 minuti’ su Rete4. “Dipende anche dai danni nell’entroterra – ha spiegato – abbiamo avuto frane, strade interrotte”. In generale, “è una situazione particolarmente complessa e difficile. Nella gente c’e’ turbamento per una crisi naturale a cui non si e’ abituati. I cicloni al Sud arrivavano ogni 50 anni, e anche nel resto d’Italia non era un fenomeno frequente. Tranne l’Emilia Romagna nel 2023 non abbiamo registrato altri fenomeni simili negli ultimi anni. Quello che ha colpito Sardegna, Calabria e Sicilia è un ciclone che ha lasciato il segno”. A seguito del ciclone ‘Harry’ che nelle ultime ore ha interessato vaste aree del Sud Italia, si è mosso anche il Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera. In stretto coordinamento con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile e le Prefetture territorialmente competenti, sono stati impiegati oltre 100 mezzi tra unità navali, terrestri e aeree e più di 450 donne e uomini della Guardia Costiera, “che hanno operato senza soluzione di continuità per la salvaguardia della vita umana, la sicurezza della navigazione ed il presidio delle infrastrutture portuali e marittime”. Nel corso dell’emergenza sono stati effettuati numerosi interventi operati dai Comandi territoriali della Guardia Costiera, oltre ad una costante attività di pattugliamento finalizzato al monitoraggio dei porti e del litorale, alla verifica delle condizioni di sicurezza degli scali e all’accertamento dei danni provocati dalle mareggiate.   Particolare attenzione è stata rivolta a garantire la sicurezza della vita umana in mare e della navigazione, con interventi per il rinforzo degli ormeggi, la riorganizzazione degli accosti e, nei casi più critici, la messa in sicurezza di imbarcazioni alla deriva o in difficoltà.

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