sabato, Gennaio 24, 2026

Cerveteri di nuovo in corsa per la Capitale Italiana della Cultura 2028: sogno etrusco in finale

Cerveteri ci riprova e torna a sognare in grande. La città etrusca è ufficialmente tra le finaliste per la selezione della Capitale Italiana della Cultura 2028, accodandosi a Tarquinia e alle altre “colleghe” che si contenderanno l’ambito titolo. Un risultato che riaccende l’entusiasmo dopo il tentativo del 2021, quando a spuntarla fu Parma, e che conferma la volontà dei cerveterani di non mollare la presa. A rendere ancora più significativa la candidatura è il progetto condiviso che vede coinvolti anche Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia, Tolfa, Allumiere e altre realtà del territorio, unite in una visione culturale e turistica comune. A sottolinearlo è il sindaco di Cerveteri, Elena Gubetti: «Per noi è una notizia straordinaria essere in finale – dichiara – il tutto frutto di un grandissimo lavoro sinergico svolto con i comuni dell’Etruria Meridionale appartenenti alla rete Dmo Etruskey, che conferma e premia la bontà del percorso che nel corso degli anni abbiamo costruito in ambito culturale, nello spettacolo e nella promozione turistica». A ufficializzare la rosa delle finaliste è stato il Ministero della Cultura, che sul proprio sito ha pubblicato i nomi delle dieci città pronte a contendersi lo scettro. Oltre al comparto guidato da Tarquinia, le altre candidate sono Catania, Ancona, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Anagni, dando vita anche a un vero e proprio derby laziale. Cerveteri punta con forza sui suoi tesori, a partire dalla Necropoli della Banditaccia e dal Museo Nazionale Cerite, simboli di un patrimonio storico e archeologico di valore universale. «Questo risultato – prosegue Gubetti – premia in modo particolare il lavoro portato avanti negli ultimi quattro anni attraverso la Dmo, che ha saputo mettere in rete territori e comuni della Tuscia meridionale, promuovendo le bellezze storiche, culturali e paesaggistiche. Un percorso che ha come fulcro il sito Unesco che Cerveteri condivide con Tarquinia, simbolo identitario attorno al quale è cresciuta una visione comune di sviluppo culturale e turistico». Anche Ladispoli gioca le sue carte, mettendo sul tavolo gioielli come Torre Flavia e il Castellaccio dei Monteroni. «C’è un grande lavoro alle spalle – ammette il sindaco Alessandro Grando – e il fatto di essere arrivati in finale è un motivo di grande orgoglio per noi. Sarebbe scontato elencare i nostri patrimoni, come la Palude collegata alla Torre e il Castello. Ladispoli non ha nulla da invidiare alle altre città italiane: è cresciuta molto in questi anni, con eventi di caratura nazionale in estate, a Capodanno e con la nostra splendida Sagra del Carciofo. E da qui al 2028 sono in ballo anche altri progetti importanti che di volta in volta sveleremo». La corsa è appena entrata nel vivo, ma per Cerveteri e per l’intero comprensorio etrusco il traguardo della finale rappresenta già una vittoria simbolica e un riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni.

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