domenica, Gennaio 25, 2026

Stati Uniti, l’Ice uccide un uomo: “Era armato”. Muore un 37enne, Trump: “Gli agenti sono patrioti”. Proteste in varie città

Dopo la morte di Renee Good, uccisa il 7 gennaio mentre cercava di allontanarsi con l’auto, è toccato a un altro cittadino americano. Il dipartimento di Sicurezza ha respinto l’ipotesi di esecuzione a freddo, spiegando che gli agenti stavano cercando una persona entrata illegalmente nel Paese quando si è avvicinato “qualcuno con una pistola semiautomatica calibro 9”. La vittima avrebbe sparato e uno degli agenti ha risposto. Nei video pubblicati dai media e circolati sui social, si vedono gli agenti accerchiarlo, mentre lui filma col cellulare: viene buttato a terra e picchiato. Poi, uno sparo seguito da altri nove. In un altro video, interviene per difendere due donne e viene quindi trascinato via dagli agenti. Due testimoni oculari hanno dichiarato sotto giuramento che Alex Pretti, l’infermiere di 37 anni ucciso da un agente federale a Minneapolis sabato scorso, non brandiva alcuna arma al momento della sparatoria, contraddicendo le affermazioni di funzionari dell’amministrazione Trump secondo cui la vittima si sarebbe avvicinata armata. Lo riporta il The Guardian. Una dei testimoni, che ha filmato la sparatoria, ha raccontato che Pretti stava cercando di aiutare un’altra persona quando è stato bloccato e poi colpito da più agenti, senza alcun segno di arma da fuoco. Il secondo testimone, un medico residente vicino alla scena, ha confermato di non aver visto Pretti brandire armi e di essere stato inizialmente impedito di prestare soccorso. Secondo quanto riportato, la vittima presentava almeno tre ferite alla schiena, una al torace e una possibile al collo. Le testimonianze contraddicono le dichiarazioni di funzionari federali che avevano definito Pretti un “uomo armato” che avrebbe minacciato gli agenti. Un secondo testimone dell’uccisione del 37enne Alex Pretti a Minneapolis, un medico di 29 anni, ha dichiarato nella sua deposizione giurata di aver visto la sparatoria dalla finestra del suo appartamento: prima aveva visto Pretti urlare contro gli agenti, ma “non lo aveva visto aggredire gli agenti o brandire un’arma di alcun tipo”, recita la testimonianza citata dalla Bbc. Dopo la sparatoria, quando il medico ha tentato di prestare soccorso, inizialmente gli è stato impedito di farlo. “All’inizio gli agenti dell’Ice non mi hanno lasciato passare, ma nessuno di loro stava praticando la rianimazione cardiopolmonare, e ho capito che la vittima era in condizioni critiche. Ho insistito affinché gli agenti dell’ICE mi lasciassero visitarlo”. Quando il medico ha finalmente convinto gli agenti a lasciarli passare, è riuscito a constatare che la vittima presentava “almeno tre ferite da arma da fuoco alla schiena”, oltre a una nella parte superiore sinistra del torace e un’altra possibile ferita da arma da fuoco al collo. L’omicidio con dieci colpi di pistola di un americano di 37 anni, Alex Pretti, il secondo ucciso dagli agenti federali a Minneapolis nel mese di gennaio dopo quella di Renee Good, un’americana uccisa a colpi di pistola il 7 gennaio nella sua auto da un agente dell’ICE nella stessa città, ha scatenato nella notte tra sabato e domenica nuove proteste nella città, già sconvolta da diverse settimane da manifestazioni contro le operazioni della polizia dell’immigrazione (ICE).   Diverse centinaia di manifestanti si sono riuniti in un parco di Minneapolis per denunciare queste violenze. Manifestazioni di protesta o di omaggio ad Alex Pretti si sono svolte anche in diverse città, da New York a Los Angeles, mentre sul piano politico i democratici hanno espresso la loro indignazione, minacciando di bloccare i finanziamenti federali che rischiano una nuova paralisi alla fine del mese. Il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, ha chiesto che siano le autorità locali, e non quelle federali, a condurre le indagini. “Non ci si può fidare dello Stato federale”, ha affermato, prima di criticare aspramente l’ICE che, secondo lui, semina “caos e violenza”. I genitori di Alex Pretti, il 37enne ucciso da un agente per il controllo dell’immigrazione dell’ICE a Minneapolis, hanno condannato le “bugie disgustose” dell’amministrazione Trump sul figlio e hanno fermamente negato la versione dei fatti fornita dall’amministrazione. “Alex chiaramente non aveva in mano una pistola quando è stato attaccato dai teppisti assassini e codardi dell’ICE di Trump. Aveva il telefono nella mano destra e la mano sinistra vuota era alzata sopra la testa mentre cercava di proteggere la donna che l’ICE aveva appena spinto a terra, mentre veniva spruzzato con spray al peperoncino”, hanno dichiarato Michael e Susan Pretti in una dichiarazione alla CNN. “Le menzogne disgustose raccontate dall’amministrazione su nostro figlio sono riprovevoli e ripugnanti”, hanno detto. I genitori di Pretti hanno detto di essere “affranti ma anche molto arrabbiati” per la morte del figlio, che hanno definito un eroe.   “Alex era un’anima gentile che teneva profondamente alla sua famiglia e ai suoi amici, ma anche ai veterani americani di cui si prendeva cura come infermiere di terapia intensiva all’ospedale VA di Minneapolis”, hanno detto. “Alex voleva fare la differenza in questo mondo. Purtroppo non sarà con noi per vedere il suo impatto. Non usiamo il termine ‘eroe’ alla leggera. Tuttavia, il suo ultimo pensiero e la sua ultima azione sono stati quelli di proteggere una donna”.

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