Sotto i cieli freddi dell’inverno laziale, Anzio e Nettuno hanno rinnovato la memoria di uno dei momenti più drammatici e decisivi della Seconda guerra mondiale. A 82 anni dallo sbarco alleato, avvenuto nel gennaio del 1944, le istituzioni, i rappresentanti diplomatici, i militari e i cittadini si sono riuniti per rendere omaggio a una pagina di storia che ha segnato profondamente il territorio e il destino dell’Italia. Alla cerimonia commemorativa ha preso parte anche la Vice Capo Missione Marta Costanzo Youth, insieme al ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, alle autorità locali, ai vertici militari e ai veterani. Un momento solenne, carico di emozione, dedicato al ricordo del sacrificio dei soldati alleati che sbarcarono sulle spiagge di Anzio e Nettuno, affrontando condizioni estreme e una battaglia lunga e sanguinosa per aprire la strada alla liberazione di Roma e del Paese. Nel corso della commemorazione è stato rivolto un pensiero anche ai civili italiani, che in quei mesi furono travolti dalla guerra, pagando un prezzo altissimo in termini di sofferenza, distruzione e vite spezzate. Un tributo particolare è stato riservato ai quasi 80mila caduti che oggi riposano nei cimiteri militari di questa terra e agli oltre 3mila dispersi, i cui nomi restano incisi nella storia e nella memoria collettiva. Le celebrazioni hanno rappresentato non solo un momento di raccoglimento, ma anche un richiamo forte ai valori della pace, della libertà e della cooperazione internazionale. Anzio, teatro di uno degli sbarchi più complessi del conflitto, continua così a essere simbolo di sacrificio e di riconciliazione, un luogo in cui il passato parla al presente e invita le nuove generazioni a non dimenticare il prezzo della libertà.






