La Procura di Civitavecchia aprirà un fascicolo per “istigazione al suicidio” in relazione alla morte dei genitori di Claudio Carlomagno, arrestato con l’accusa di aver ucciso sua moglie Federica Torzullo, colpita con 23 coltellate, ad Anguillara, vicino a Roma. L’apertura dell’indagine è necessaria per eseguire sui corpi dei coniugi l’esame autoptico, che si svolgerà domani. La Procura di Civitavecchia ha anche disposto il sequestro della villetta dei genitori, trovati morti sabato sera. Delle indagini si occupano i carabinieri. Sotto la lente i messaggi, in particolare sui social, circolati dopo l’arresto del figlio accusato del femminicidio della moglie. Claudio Carlomagno ha ricevuto la notizia del suicidio dei suoi genitori in carcere, dove si trova da una settimana con l’accusa – e confessione – di aver ucciso la moglie Federica Torzullo con più venti coltellate e di aver sotterrato il corpo in un terreno accanto all’azienda di famiglia. La morte atroce della 41enne ed il tentativo – sembra, dai primi riscontri – anche di bruciarne il corpo. L’uomo oggi ha ricevuto la visita del suo avvocato, Andrea Miroli: “Si trova in una situazione di forte turbamento. È provato, consapevole e chiede notizie del figlio”, afferma il legale. Carlomagno, dopo aver saputo della morte della madre e del padre è sorvegliato a vista nell’istituto di pena di Civitavecchia. A riferirlo è stato il suo difensore, l’avvocato Andrea Miroli. A quanto riferisce Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, l’uomo avrebbe chiesto di vedere il figlio e minacciato il suicidio. Come avviene in questi casi, sono scattati i rigidi protocolli carcerari per impedire possibili atti di autolesionismo. L’avvocato, all’indomani del ritrovamento dei coniugi Carlomagno impiccati nella loro villetta, li definisce delle “vittime”. “Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari sono vittime – afferma – vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità, una catabasi, una discesa agli inferi che sono riusciti tragicamente a sopportare”. Ritiene che “occorre rispetto e privacy” sulle “ragioni dietro a questo terribile gesto” spiegate dai due coniugi in una lettera all’altro figlio. Intanto le indagini vanno avanti per chiarire quelle che gli inquirenti considerano ‘zone d’ombra’ nella confessione di Carlomagno ed escludere eventuali responsabilità di altre persone nelle fasi successive al femminicidio. Mercoledì i carabinieri dovrebbero ritornare con gli esperti del Ris nella villetta di Anguillara dove abitavano Claudio Carlomagno e Federica Torzullo per effettuare un accertamento irripetibile anche sull’auto. Proseguono, inoltre, le ricerche dell’arma del delitto. Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo Subacquei di Roma si sono concentrati nel punto indicato dall’arrestato. Con l’ausilio di metal detector hanno scandagliato un corso d’acqua in una zona impervia di Osteria Nuova. Le ricerche però non hanno dato esito.
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