sabato, Gennaio 31, 2026

Ladispoli, torna il dibattito su piazza Almirante: “Intitolazione anacronistica”

Le celebrazioni per il Giorno della Memoria continuano a lasciare tracce nel dibattito politico locale e nazionale. Anche a Ladispoli, le prese di posizione espresse in questi giorni dalla destra italiana, sempre più orientate a prendere le distanze dal passato fascista, hanno riacceso una discussione mai del tutto sopita: quella sull’intitolazione di una piazza cittadina a Giorgio Almirante. In un contesto internazionale segnato da nuove tensioni e dal riaffiorare di pulsioni nazionaliste, il clima generale appare cambiato. Una larga parte dell’opinione pubblica italiana manifesta un rifiuto netto verso guerre, violenza e derive autoritarie. Un sentimento che, secondo molti osservatori, sta spingendo anche il governo a rivedere i toni e a utilizzare parole più nette rispetto al passato. Significative, in questo senso, le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito “un’ignominia” le leggi razziali del 1938. Un’espressione che, per diversi commentatori, rappresenta un passo in avanti importante nel riconoscimento delle responsabilità storiche del regime fascista. Ed è proprio alla luce di questo clima che a Ladispoli si torna a parlare della controversa intitolazione di piazza Almirante, decisione che negli anni scorsi aveva provocato forti polemiche e la nascita di un comitato cittadino contrario alla scelta.«Alla luce delle parole espresse anche dal governo e dal sindaco Grando in occasione del 27 gennaio – sostengono  oggi alcune realtà politiche e associative – appare sempre più evidente quanto quella intitolazione risulti fuori dal tempo e dal contesto attuale».Secondo i promotori di questa riflessione, mantenere uno spazio pubblico dedicato a una figura  storicamente legata al Movimento Sociale Italiano e al passato neofascista rappresenterebbe un elemento di contraddizione rispetto ai messaggi di condanna del razzismo e dell’antisemitismo che vengono ribaditi ogni anno durante le celebrazioni della Memoria. Negli anni passati il comitato contrario a piazza Almirante aveva raccolto firme, organizzato iniziative e chiesto formalmente all’amministrazione di rivedere la decisione. Oggi, con un clima politico diverso e con prese di posizione più chiare anche da parte delle istituzioni nazionali, quella battaglia torna d’attualità.«Se davvero si vuole guardare avanti – è la conclusione di chi chiede un cambio di rotta – occorre avere il coraggio di rimuovere  simboli che dividono e che non rappresentano più i valori di una comunità democratica». Il tema è destinato a riaprire un confronto acceso in città. Resta da capire se l’amministrazione comunale vorrà raccogliere l’invito e affrontare nuovamente la questione, o se preferirà mantenere lo status quo. Di certo, a Ladispoli, la memoria continua a interrogare il presente.

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