sabato, Gennaio 31, 2026

Santa Severa, Pd contro il governo: bocciati gli emendamenti sul voto dei fuorisede al referendum sulla giustizia

Con la bocciatura degli emendamenti al decreto “Elezioni”, presentati dal Partito Democratico e da altre forze di opposizione per agevolare il voto dei fuorisede al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, il Governo Meloni segna un passo indietro che, secondo i dem locali, penalizza soprattutto le nuove generazioni. Che il voto dei cittadini domiciliati in un Comune diverso da quello di residenza non fosse una priorità per  l’esecutivo era emerso già con l’approvazione della Legge n.1714 del 2019, che aveva introdotto una sperimentazione limitata a elezioni europee del 2024 e ai referendum su cittadinanza e lavoro del 2025, escludendo quindi elezioni politiche, regionali e comunali. Grazie a quella norma, chi studia, lavora o si trova temporaneamente in un altro Comune poteva votare solo in alcune consultazioni specifiche, senza tornare al proprio domicilio. Oggi, con la bocciatura degli emendamenti, motivata dal governo con la mancanza di “tempi tecnici” per elaborare un nuovo provvedimento, il Pd locale denuncia un arretramento rispetto a un tema ritenuto fondamentale per la partecipazione democratica. «Con questo passo indietro – dichiara Paola Fratarcangeli, consigliera capogruppo uscente del Pd – si interrompe il percorso avviato per contrastare l’astensionismo crescente, in particolare tra le ragazze e i ragazzi che studiano fuori sede. Cresce così la percezione negativa dei giovani nei confronti della politica». Al referendum del 22 e 23 marzo, quindi, chi è domiciliato in un Comune diverso da quello di residenza dovrà tornare nel proprio Comune per votare, trasferire la residenza o rinunciare al diritto di voto. Una condizione che fa dell’Italia l’unico Paese in Europa a non consentire ai fuorisede di votare, una platea stimata in circa 5 milioni di cittadini. Il Pd di Santa Marinella e Santa Severa ha già annunciato che parteciperà alla mobilitazione nazionale contro la riforma della giustizia, votando “No” al referendum. Secondo i dem, la riforma mira a indebolire l’autonomia della magistratura e a porla sotto il controllo del Governo, senza affrontare problemi concreti come i tempi dei processi e la carenza di personale. Sul territorio verranno promossi momenti di informazione e dibattito insieme a partiti, associazioni e liste civiche per sensibilizzare la cittadinanza. «Le grandi democrazie – conclude Fratarcangeli – si sono costruite anche grazie al peso elettorale delle giovani generazioni. Ignorare il loro diritto di essere rappresentate è un errore che il Governo non può permettersi».

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