martedì, Febbraio 3, 2026

Dalla Regione Lazio un piano per il futuro di Civitavecchia

Il rilancio industriale dell’area di Civitavecchia entra ufficialmente in una nuova fase. Il Governo ha affidato il compito di guidare il complesso processo di reindustrializzazione alla vicepresidente della Regione Lazio e assessore allo Sviluppo Economico, Roberta Angelilli, nominata commissario straordinario per coordinare un piano strategico che punta su innovazione, transizione energetica e tutela dell’occupazione. Nel corso di una conferenza stampa, Angelilli ha illustrato le linee guida del suo mandato, sottolineando la necessità di accelerare il cambiamento di un territorio che per decenni ha fondato la propria economia sulla produzione di energia da carbone. Con la progressiva dismissione degli impianti tradizionali, l’obiettivo ora è accompagnare Civitavecchia verso un nuovo modello di sviluppo basato sulle energie rinnovabili, sulle nuove tecnologie e su investimenti capaci di creare lavoro stabile e qualificato. Il ruolo del commissario sarà quello di fare da regia a un percorso che coinvolgerà una pluralità di attori istituzionali ed economici: dal Comune di Civitavecchia all’Autorità di Sistema Portuale, da Enel ai ministeri competenti, fino alle imprese e alle parti sociali del territorio. Un lavoro di squadra ritenuto indispensabile per portare a compimento i progetti di riconversione industriale già avviati e per individuarne di nuovi, in grado di restituire centralità economica a un’area strategica per l’intero Lazio. Tra le priorità indicate figura la salvaguardia dei livelli occupazionali, tema particolarmente sentito in una città che negli ultimi anni ha vissuto con preoccupazione la crisi del comparto energetico tradizionale. Il piano di rilancio dovrà quindi coniugare sviluppo e protezione sociale, favorendo percorsi di riqualificazione professionale e nuove opportunità per i lavoratori coinvolti nei processi di transizione. Un capitolo decisivo sarà rappresentato dalla Zona Logistica Semplificata (ZLS), strumento che potrebbe trasformare Civitavecchia in un polo attrattivo per investimenti nazionali e internazionali grazie a procedure burocratiche più snelle e a incentivi mirati. Porto, retroporto e aree industriali potranno così integrarsi in una visione unica, capace di valorizzare le infrastrutture esistenti e di creare nuove filiere produttive. I primi passi operativi del nuovo corso sono già stati programmati: l’11 febbraio si terranno gli incontri iniziali con i soggetti coinvolti per definire il cronoprogramma degli interventi e stabilire le priorità più urgenti. Da quel momento prenderà forma un percorso che, nelle intenzioni del Governo e della Regione, dovrà trasformare Civitavecchia da simbolo della vecchia economia del carbone a laboratorio nazionale della transizione energetica e industriale. Una sfida ambiziosa, ma ritenuta imprescindibile per garantire al territorio un futuro di crescita sostenibile e duratura.

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