Il maltempo continua a mettere in ginocchio il litorale di Ladispoli. Le forti mareggiate degli ultimi giorni non hanno risparmiato il centro della città, creando disagi e preoccupazione tra gli operatori balneari. A soffrire maggiormente sono stati gli stabilimenti del lungomare di via Regina Elena. Da Bagni 33, Papeete e Columbia è partito un vero e proprio sos: le onde hanno accerchiato le strutture, arrivando a invadere verande e cabine, con danni ancora da quantificare. Una situazione che si ripete ormai a ogni ondata di maltempo e che rende sempre più urgente un intervento strutturale a difesa della costa. Proprio in questa direzione dovrebbe muoversi il piano di salvaguardia finanziato dalla Regione Lazio con uno stanziamento di 10 milioni di euro. Il progetto prevede la realizzazione di nuove scogliere e opere di protezione del litorale, ma non è ancora certo che i lavori possano partire prima della prossima stagione estiva. Un’incertezza che alimenta le preoccupazioni degli imprenditori del settore, timorosi di affrontare un’altra estate in condizioni critiche.Non solo gli stabilimenti: anche la Palude di Torre Flavia ha pagato un prezzo altissimo alla furia del mare. Gli ambientalisti hanno denunciato danni ingenti alla riserva naturale protetta: staccionate abbattute, arredi distrutti e un tratto di spiaggia libera praticamente cancellato, quello che collega Ladispoli alla frazione cerveterana di Campo di Mare. I volontari che da anni si occupano della tutela dell’oasi hanno chiesto interventi urgenti per mettere in sicurezza l’area e scongiurare ulteriori devastazioni. La Palude di Torre Flavia rappresenta infatti un patrimonio naturalistico unico, meta di studiosi e appassionati da tutto il centro Italia, e la sua salvaguardia è considerata una priorità. Tra danni economici e ambientali, il litorale ladispolano torna così a fare i conti con la fragilità della propria costa, in attesa che gli interventi annunciati diventino finalmente realtà.
Ladispoli sotto assedio delle mareggiate: danni agli stabilimenti e allarme alla Palude di Torre Flavia






