martedì, Febbraio 3, 2026

Necropoli della Banditaccia, cartelli vandalizzati da vent’anni: un problema culturale prima che di sicurezza

Non è soltanto l’ennesimo gesto vandalico. Non è solo la bravata del solito ignoto che, armato di pennarello o vernice spray, imbratta uno dei pochi cartelli informativi rimasti integri nella Necropoli della Banditaccia. Il problema è molto più profondo. È culturale, è sociale, ed è ormai cronico. Da oltre vent’anni, infatti, ogni tentativo di migliorare la segnaletica e l’accoglienza all’interno dell’area archeologica – patrimonio mondiale dell’Unesco – si scontra con una sistematica opera di distruzione. Pannelli informativi, indicazioni turistiche, cartelli direzionali: qualunque struttura venga installata, prima o poi finisce per essere danneggiata, divelta o deturpata. Non si tratta quindi di episodi isolati, ma di un fenomeno ripetuto nel tempo, che riguarda non solo la Necropoli della Banditaccia ma anche i percorsi naturalistici che conducono alle cascatelle e alle altre bellezze del territorio. Ogni intervento di riqualificazione sembra destinato, nel giro di pochi mesi, a dover fare i conti con atti di inciviltà che vanificano investimenti e impegno. “La madre degli imbecilli è sempre incinta”, recita un vecchio detto. Ma nemmeno la più prolifica delle madri potrebbe giustificare una sequenza così lunga e costante di devastazioni. Qui non siamo di fronte al singolo vandalo, ma a un atteggiamento diffuso, a una mancanza di rispetto verso il bene comune e verso un patrimonio che appartiene a tutti. Il risultato è sotto gli occhi di chiunque visiti l’area: cartelli rovinati, indicazioni illeggibili, percorsi privi di informazioni adeguate. Un danno non solo d’immagine per Cerveteri, ma anche concreto per turisti e cittadini che vorrebbero poter fruire in modo ordinato e civile di uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Il tema, dunque, non può essere affrontato solo sul piano della repressione o della videosorveglianza. Serve un cambio di mentalità, un maggiore senso civico, un’educazione al rispetto dei luoghi e della storia. Perché ogni cartello distrutto non è soltanto un oggetto rotto: è un pezzo di identità collettiva che viene calpestato. Fino a quando questo messaggio non verrà compreso, qualsiasi intervento di valorizzazione rischierà di trasformarsi nell’ennesima battaglia contro l’inciviltà. E Cerveteri, con il suo immenso patrimonio, non può permetterselo.

Articoli correlati

 

Ultimi articoli