Un ritratto complesso e sfaccettato dell’universo giovanile della Tuscia, fatto di opportunità, benessere diffuso ma anche di fragilità sempre più evidenti. È quanto emerge dal “Progetto Selfie – Indagine sugli stili di vita giovanili”, promosso dalla ASL di Viterbo con l’obiettivo di analizzare il fenomeno del disagio adolescenziale e le sue ricadute sociali ed economiche. I risultati della ricerca sono stati presentati nelle Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola, alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dei rappresentanti dei Dipartimenti di Prevenzione e Salute Mentale dell’azienda sanitaria locale. Un momento di confronto istituzionale che ha acceso i riflettori su una generazione alle prese con sfide inedite. L’indagine, realizzata nel 2025, ha coinvolto oltre 7.000 studenti di 22 istituti scolastici della provincia di Viterbo, tra scuole medie e superiori. Un campione ampio e rappresentativo che ha consentito di tracciare un quadro dettagliato delle trasformazioni in atto tra gli adolescenti del territorio. La provincia di Viterbo si conferma così un osservatorio privilegiato per comprendere dinamiche che interessano l’intero Lazio. Le tendenze emerse nella Tuscia, infatti, risultano in linea con quelle registrate anche nelle altre province della regione – Roma, Latina, Frosinone e Rieti – dove si riscontrano analoghi segnali di cambiamento negli stili di vita e nelle modalità relazionali dei giovani. Tra gli aspetti più significativi evidenziati dallo studio spicca la crescente difficoltà degli adolescenti nel gestire il confine tra vita reale e dimensione digitale. L’uso intensivo di social network e piattaforme online è ormai parte integrante della quotidianità, ma in molti casi si traduce in una progressiva dipendenza dagli strumenti digitali. Secondo l’indagine, aumenta il tempo trascorso online a discapito delle relazioni offline, con una sempre maggiore sovrapposizione tra identità reale e identità virtuale. Un fenomeno che coinvolge soprattutto la fascia adolescenziale, fase della vita caratterizzata da cambiamenti emotivi e psicologici profondi, in cui la ricerca di riconoscimento e appartenenza trova spesso nel web un terreno privilegiato. Accanto a questi elementi critici, la ricerca mette in luce anche aspetti positivi: la presenza di reti familiari solide, un buon livello di partecipazione scolastica e un generale interesse verso attività sportive e culturali. Tuttavia, i segnali di disagio – dall’isolamento sociale all’ansia, fino alle difficoltà relazionali – impongono una riflessione seria e strutturata. Il “Progetto Selfie” si propone quindi non solo come strumento di analisi, ma come punto di partenza per interventi mirati di prevenzione e supporto, coinvolgendo scuole, famiglie e istituzioni. Un lavoro necessario per accompagnare le nuove generazioni in un percorso di crescita sempre più complesso, in cui il mondo reale e quello digitale sono ormai destinati a convivere.






