giovedì, Febbraio 5, 2026

Ardea priva di un vero ospedale, l’emergenza è affidata al Poliambulatorio di Tor San Lorenzo

Una città di oltre 50mila abitanti, in continua crescita demografica, ma senza un vero ospedale. È questa la fotografia sanitaria di Ardea, uno dei comuni più popolosi del litorale romano, che ancora oggi non dispone di un pronto soccorso generale né di una struttura ospedaliera pubblica sul proprio territorio. Per le necessità quotidiane, i cittadini possono fare riferimento al Poliambulatorio ASL Roma 6 di Tor San Lorenzo, situato in via dei Tassi 14. Qui vengono erogati servizi di specialistica ambulatoriale, visite mediche, attività diagnostiche e prenotazioni tramite CUP, aperto dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 13. Una struttura utile per controlli, esami e terapie programmate, ma che non può rispondere alle emergenze. Proprio per colmare, almeno in parte, il vuoto assistenziale, è attivo nello stesso complesso l’AmbuFest, un ambulatorio dedicato ai casi non urgenti classificati come codici bianchi e verdi. Il servizio è operativo nei weekend e nei giorni festivi dalle 10:00 alle 19:00 e nei prefestivi dalle 14 alle 19. Qui i cittadini possono ottenere prescrizioni, medicazioni, certificati e prime cure per problemi di lieve entità, evitando così di recarsi inutilmente al pronto soccorso. Tuttavia, quando si tratta di emergenze reali, come traumi gravi, malori improvvisi o situazioni a rischio vita, Ardea non ha alternative: bisogna spostarsi fuori comune. Le strutture di riferimento più vicine della ASL Roma 6 sono l’ospedale Riuniti di Anzio-Nettuno e l’ospedale dei Castelli di Ariccia, entrambi dotati di pronto soccorso. Un viaggio che, soprattutto nei mesi estivi o nelle ore di punta, può trasformarsi in una corsa contro il tempo tra traffico e lunghe distanze. Sul fronte della diagnostica, il territorio può contare su alcune realtà private, come la Radiologia Claro di Ardea, in via delle Pinete 2, e il centro Diagnostica Nuova Florida, in viale Nuova Florida 153. Strutture che offrono esami radiologici, ecografie e altri servizi specialistici, spesso utilizzati in convenzione o privatamente per sopperire ai tempi di attesa del servizio pubblico. Resta però il nodo centrale: la mancanza di un presidio ospedaliero vero e proprio. Un problema sollevato più volte da cittadini, associazioni e amministrazioni locali, che da anni chiedono un potenziamento dell’offerta sanitaria nel comune. La crescita urbanistica di Ardea, con quartieri popolosi come Nuova Florida, Tor San Lorenzo e Marina di Ardea, non è mai stata accompagnata da un adeguato sviluppo dei servizi sanitari. Il risultato è un territorio che, nonostante i numeri e le esigenze, continua a dipendere dai comuni limitrofi per ogni emergenza importante. Una situazione che pesa soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione: anziani, malati cronici e famiglie senza mezzi propri. In attesa di scelte politiche e investimenti strutturali, Ardea resta dunque una grande città senza ospedale, costretta a fare i conti con servizi essenziali ma limitati e con la consapevolezza che, in caso di emergenza, la salute passa ancora inevitabilmente dalle strade che portano fuori dai suoi confini.

Articoli correlati

Ultimi articoli