giovedì, Febbraio 5, 2026

Ladispoli, la “Cittadella della Solidarietà” sarà intitolata a una vittima di mafia

Intitolare la “Cittadella della Solidarietà” di via Genova a una vittima di mafia della Regione Lazio. È questa la proposta lanciata dai volontari che operano all’interno della struttura, bene sequestrato alla criminalità organizzata e affidato dal Comune di Ladispoli, nel 2020, ad alcune associazioni del territorio. La Cittadella, sottolineano i volontari, rappresenta «un modello virtuoso di utilizzo sociale di un bene confiscato alla mafia». Nei locali di via Genova, accanto all’azione dei servizi sociali comunali e alla presenza di realtà come la Caritas, si è sviluppata negli anni una rete solidale capace di rispondere concretamente ai bisogni delle famiglie più fragili. «L’obiettivo principale è stato fin dall’inizio quello di aiutare soprattutto le famiglie con bambini», spiegano i volontari. Sono numerose, infatti, le donazioni ricevute: abiti, giocattoli, materiali per la prima infanzia e altri beni essenziali che vengono poi distribuiti a chi ne ha bisogno. A questo si affianca anche la distribuzione di generi alimentari, che rafforza ulteriormente il sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Nel tempo la Cittadella ha ampliato la propria rete di collaborazioni, ospitando anche l’Avo (Associazione Volontari Ospedalieri) e lavorando a stretto contatto con Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti che ha promosso la legge 109/96, fondamentale per destinare i beni confiscati alle mafie a scopi sociali ed educativi. Da qui nasce l’idea di intitolare ufficialmente la struttura a una vittima di mafia del Lazio, come segno concreto di memoria e di impegno civile. Un gesto simbolico ma dal forte valore educativo, capace di ricordare come da luoghi sottratti alla criminalità possano nascere esperienze di legalità e solidarietà. Le attività non si fermano. La Cittadella è aperta a nuovi volontari e sta mettendo in campo ulteriori progetti per sostenere chi vive in condizioni di povertà. Tra le novità, l’apertura mensile del “mercatino di solidarietà”, iniziativa rivolta soprattutto alle famiglie con bambini, che potranno trovare giocattoli, materiale didattico e una merenda in un clima di condivisione e accoglienza. Un esempio concreto di come un bene sottratto alle mafie possa trasformarsi in un presidio di aiuto e speranza per l’intera comunità.

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