venerdì, Febbraio 6, 2026

Attacchi hacker ai Giochi, la Russia contro il ministro Tajani: “Dichiarazioni senza prove, sono calunnie”

Si alza la tensione tra Italia e Russia sul fronte della sicurezza informatica. Mosca ha negato con fermezza qualsiasi coinvolgimento negli attacchi hacker che, secondo quanto denunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, avrebbero preso di mira nelle ultime ore infrastrutture digitali legate alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 e alcune sedi istituzionali italiane all’estero. A rispondere alle accuse è stata direttamente Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Affari esteri russo, che in un’intervista all’agenzia  statale Ria Novosti ha liquidato le dichiarazioni del capo della Farnesina come infondate. “Se tali dichiarazioni vengono fatte senza prove, si chiamano calunnie”, ha affermato Zakharova, respingendo al mittente ogni addebito e accusando Roma di alimentare un clima di sospetto privo di riscontri concreti. Le parole della diplomatica russa arrivano all’indomani delle rivelazioni fatte da Tajani, che aveva parlato apertamente di un’operazione di cyber-attacco sventata in extremis. “Abbiamo anticipato un attacco hacker a una serie di sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington, e anche ad alcuni siti di Milano Cortina, compresi quelli legati agli alberghi di Cortina”, aveva dichiarato il ministro durante un evento pubblico, sottolineando l’importanza crescente della sicurezza cibernetica. Secondo Tajani, l’azione sarebbe stata individuata per tempo grazie ai sistemi di protezione informatica messi in campo dalla Farnesina e dagli organismi competenti. “Si stava preparando questa azione – ha spiegato – e siamo riusciti a prevenirla. Questo dimostra quanto sia fondamentale investire nella cyber-sicurezza. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto”. Il titolare degli Esteri non ha esitato a indicare una presunta matrice dell’operazione: “Sono hacker russi”, ha affermato senza mezzi termini. Le accuse italiane si inseriscono in un contesto internazionale già segnato da forti tensioni geopolitiche, acuite dal conflitto in Ucraina e dalle ripetute denunce occidentali su attività di guerra ibrida attribuite a gruppi informatici vicini al Cremlino. Negli ultimi anni, numerosi Paesi europei hanno segnalato campagne di disinformazione e incursioni digitali contro istituzioni pubbliche e infrastrutture sensibili, spesso ricondotte – seppur con difficoltà probatorie – all’orbita russa.Per il momento, tuttavia, Roma non ha fornito elementi tecnici a sostegno delle proprie affermazioni, limitandosi a riferire che le difese informatiche hanno  funzionato e che nessun danno significativo è stato registrato. La vicenda resta quindi avvolta da un velo di opacità, mentre gli esperti ricordano come l’attribuzione certa di un attacco informatico sia un processo complesso, che richiede analisi approfondite e tempi lunghi. Intanto, a poco più di un anno dall’avvio dei Giochi olimpici invernali, l’episodio riaccende i riflettori sulla vulnerabilità delle grandi manifestazioni internazionali, sempre più esposte a minacce digitali. Un fronte su cui l’Italia, come ha ribadito Tajani, intende continuare a investire per garantire la sicurezza dell’evento e delle proprie istituzioni. Mosca, dal canto suo, continua a negare tutto, trasformando l’incidente informatico in un nuovo capitolo dello scontro politico-diplomatico tra Est e Ovest.

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