venerdì, Febbraio 6, 2026

Porto di Anzio, al via il progetto “Zero Plastica”: un drone marino per ripulire le acque

La lotta all’inquinamento del mare passa anche dall’innovazione tecnologica. Ad Anzio la pulizia delle acque portuali entra in una nuova era grazie al progetto “Zero Plastica”, un’iniziativa che punta a ridurre in maniera concreta la presenza di rifiuti e microplastiche attraverso l’utilizzo di strumenti all’avanguardia: un drone marino e un’eco-isola intelligente. Il sistema, presentato come un modello “futuristico” di tutela ambientale, prevede l’impiego di un piccolo mezzo robotizzato capace di muoversi autonomamente sulla superficie dell’acqua. Il drone marino percorre l’area del porto individuando e raccogliendo microplastiche, mozziconi di sigaretta, residui galleggianti e altri rifiuti di piccole dimensioni che solitamente sfuggono alle tradizionali operazioni di pulizia. A completare il progetto c’è l’installazione di un’eco-isola intelligente, un dispositivo fisso che contribuisce alla raccolta e alla gestione dei materiali recuperati, ottimizzando il processo di smaltimento e favorendo il riciclo. Un sistema integrato pensato per lavorare in modo continuo e silenzioso, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità delle acque del porto. L’iniziativa rappresenta un passo importante per una città come Anzio, fortemente legata al mare e alle attività portuali. Ogni anno tonnellate di rifiuti plastici finiscono in mare, con gravi conseguenze per l’ecosistema marino e per l’immagine turistica del litorale. L’utilizzo di tecnologie innovative consente di intervenire in maniera più efficace e capillare, andando a colpire anche quelle forme di inquinamento difficili da contrastare con i metodi tradizionali. Il progetto “Zero Plastica” si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione ambientale che coinvolge istituzioni, operatori del porto e cittadini. L’obiettivo è quello di promuovere comportamenti più responsabili e di rendere Anzio un modello di sostenibilità per tutto il territorio costiero laziale. Grazie a questa sperimentazione, il porto di Anzio si candida a diventare un laboratorio di buone pratiche ambientali, dimostrando come l’innovazione possa essere messa al servizio della tutela del mare. Un segnale concreto nella battaglia contro la plastica e un investimento per il futuro delle prossime generazioni.

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