Tragedia nel carcere Nicandro Izzo, di Viterbo, dove si è tolto la vita, impiccandosi, Abdullah Atik. il 25enne turco fu arrestato insieme al suo connazionale 22enne Baris Kaya la sera del tre settembre scorso, mentre si nascondevano con armi automatiche da guerra, in un B&B. Quella sera gli uomini della Digos di Viterbo, fecero irruzione nella struttura ricettiva situata proprio sul percorso della macchina di Santa Rosa, la struttura alta 30 metri che la sera del tre viene trasportata in onore della patrona della città. La possibilità che i due fossero proprio in quel B&B per compiere un atto terroristico sulla folla al seguito della macchina, fece scattare delle misure di sicurezza straordinarie. In seguito, gli investigatori esclusero questa ipotesi in favore di quella che i due probabilmente erano in città perché affiliati a Baris Boyun, il boss della mafia turca arrestato nella frazione viterbese Bagnaia pochi mesi prima, o del suo rivale Ismail Atiz, arrestato nel luglio scorso in un altro B&B del centro storico del capoluogo. Sale così a sette la conta dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno. “Segno ulteriore ed evidente che l’emergenza penitenziaria continua e si aggrava sempre più”, dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria. “A Viterbo – dice il sindacalista – 697 detenuti sono ammassati in 405 posti disponibili e gestiti da appena 275 agenti della Polizia penitenziaria, quando ne servirebbero almeno 471. In altri termini, la struttura viterbese contiene il 72% di ristretti oltre la capienza con un deficit del 42% all’organico del Corpo di polizia penitenziaria. Situazione che si inserisce nel quadro nazionale fatto di 63.770 reclusi stipati in 46.078 posti (+38,38%) e di almeno 20mila agenti mancanti al fabbisogno della Polizia penitenziaria effettivamente impiegata nelle carceri”.






