sabato, Febbraio 7, 2026

Referendum Giustizia, Cassazione ammette nuovo quesito dopo le oltre 500mila firme

Nuovo capitolo nel percorso che porterà gli italiani alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. L’Ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte di Cassazione ha disposto, con un’apposita ordinanza, la riformulazione del quesito che verrà sottoposto agli elettori, adeguandolo alla richiesta presentata dai promotori dell’iniziativa referendaria. La decisione è arrivata dopo la verifica della documentazione depositata lo scorso 28 gennaio 2026 da un comitato composto da quindici promotori, guidati dall’avvocato Carlo Guglielmi, che ha raccolto e presentato 546.343 firme a sostegno della consultazione popolare. Un numero superiore alla soglia minima richiesta dalla Costituzione, che ha consentito di avviare formalmente l’iter verso il voto. Il nuovo testo del quesito, così come riformulato dalla Cassazione, recita:
“Approvate il testo della legge di revisione degli art. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?’”. Si tratta di una modifica formale ma significativa, necessaria per garantire chiarezza e coerenza giuridica al quesito, così da consentire agli elettori di esprimersi in modo consapevole sulla riforma approvata dal Parlamento nei mesi scorsi. La riforma oggetto del referendum interviene su punti cruciali dell’ordinamento giudiziario, toccando temi delicati come l’organizzazione della magistratura, le competenze del Consiglio Superiore della Magistratura e l’istituzione di una nuova Corte disciplinare. Questioni che hanno animato il dibattito politico e istituzionale e che ora passeranno al vaglio diretto dei cittadini. Con la legittimità della richiesta ormai confermata, resta però ancora un nodo da sciogliere: quello della data del voto. Al momento la consultazione è prevista per il 22 e 23 marzo, ma non è escluso che possano intervenire variazioni legate a esigenze organizzative o a eventuali decisioni del Governo. Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori passaggi istituzionali per definire il calendario definitivo e avviare la campagna informativa. Intanto il referendum sulla giustizia si prepara a diventare uno degli appuntamenti politici più rilevanti dell’anno, destinato a incidere in modo profondo sull’assetto costituzionale del Paese.

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