Il tribunale di sorveglianza di Milano ha disposto i domiciliari in una clinica del Comasco per Danilo Coppola, l’immobiliarista romano che si trovava in carcere a San Vittore per scontare il residuo pena per condanna a sette anni del 2022 per il fallimento di alcune società. La richiesta era stata già in passato rifiutata dal tribunale di sorveglianza di Roma (fino a pochi mesi fa l’ex immobiliarista era in cella a Viterbo) ed era arrivata fino alla Cassazione. Il tribunale di Sorveglianza di Milano ha ritenuto che la detenzione in cella “determinerebbe un trattamento contrario al senso di umanità” e viste le “problematiche di natura psico fisica” non è “idonea a proseguire la finalità rieducativa prevista”. Cambiato l’atteggiamento di Coppola, estradato dagli Emirati Arabi, si esclude il pericolo di fuga. “Sono andato a prenderlo e l’ho accompagnato e adesso – ha spiegato il figlio Paolo – potrà ricevere tutte le cure di cui ha bisogno, con la speranza che possa ristabilirsi”.






