È morto folgorato mentre tentava di rubare cavi di rame all’interno di una cabina elettrica dismessa. Il corpo senza vita di un uomo di 45 anni è stato ritrovato carbonizzato a Pomezia, nell’area dell’ex consorzio agrario, una zona isolata e poco frequentata. A fare la macabra scoperta è stato un addetto alla manutenzione dell’impianto elettrico che, recatosi sul posto per un controllo di routine, si è trovato davanti una scena drammatica. L’uomo ha immediatamente allertato i carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118 e ai vigili del fuoco. Quando i soccorsi sono arrivati, però, per la vittima non c’era ormai più nulla da fare: il decesso sarebbe avvenuto sul colpo, a causa di una violentissima scarica elettrica. Dai primi accertamenti effettuati dagli investigatori, è emerso che il quarantacinquenne – un cittadino italiano con precedenti penali – stava probabilmente tentando di asportare del rame dall’impianto. All’interno della cabina sono stati trovati segni evidenti di manomissione e attrezzi utilizzati per tranciare i cavi. Una parte del materiale sarebbe stata effettivamente portata via, elemento che fa ipotizzare la presenza di uno o più complici. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe agito insieme ad altre persone, che, dopo l’incidente, lo avrebbero abbandonato sul posto per poi fuggire con parte del bottino. Un’ipotesi al vaglio dei carabinieri, che stanno cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e di individuare eventuali testimoni o tracce utili alle indagini. La zona dell’ex consorzio agrario, già in passato teatro di episodi simili, è spesso presa di mira da ladri di rame, un materiale molto ricercato sul mercato nero. Il furto di metalli dalle infrastrutture elettriche rappresenta un fenomeno diffuso e particolarmente pericoloso, come dimostra il tragico epilogo di questa vicenda. Il corpo dell’uomo è stato trasferito all’obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre l’autopsia per chiarire con precisione la dinamica dei fatti. Intanto proseguono le indagini per risalire ai complici e fare piena luce su un episodio che riaccende i riflettori sul rischio, spesso mortale, legato ai furti di rame.






