Si chiude dopo quasi trent’anni una delle vicende urbanistiche più longeve e controverse del territorio di Anzio. Con una recente pronuncia, il TAR del Lazio ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato dal proprietario di una villetta abusiva, mettendo di fatto la parola fine a un iter amministrativo iniziato addirittura alla fine degli anni Novanta. Al centro della lunga battaglia giudiziaria c’è un immobile realizzato senza alcun titolo edilizio in via Serena, oggetto già nel 1997 di un’ordinanza di demolizione emessa dal Comune di Anzio. Un provvedimento mai eseguito dal proprietario, che ha continuato a utilizzare la costruzione nonostante le ripetute contestazioni dell’ente. Proprio l’inottemperanza a quell’ordine ha portato, negli anni successivi, all’acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale, formalizzata definitivamente nel 2019 con la trascrizione dell’atto. Un passaggio previsto dalla normativa in materia di abusi edilizi, che consente ai Comuni di entrare in possesso dei beni costruiti illegalmente qualora i proprietari non provvedano alla demolizione. La vicenda ha conosciuto un nuovo sviluppo nel febbraio 2024, quando l’amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza di sgombero, intimando al proprietario di liberare l’immobile da persone e cose entro 90 giorni dalla notifica, pena l’intervento d’ufficio da parte del Comune. Contro questo provvedimento il diretto interessato aveva deciso di ricorrere al TAR del Lazio, sostenendo l’illegittimità dell’ordinanza e chiedendone l’annullamento. Già in una prima fase, però, i giudici amministrativi avevano respinto la richiesta di sospensione cautelare dello sgombero, ritenendo infondate le motivazioni addotte. Ora, con la dichiarazione di improcedibilità del ricorso, il Tribunale amministrativo ha definitivamente chiuso la partita, confermando la legittimità dell’operato del Comune di Anzio. Un esito che consente all’ente di procedere senza ulteriori ostacoli allo sgombero e alla gestione dell’immobile acquisito. La decisione rappresenta un passaggio importante nella lotta all’abusivismo edilizio e ribadisce il principio secondo cui le ordinanze di demolizione, anche a distanza di molti anni, mantengono piena efficacia se non vengono rispettate. Per l’amministrazione comunale si tratta di un risultato significativo, che segna la conclusione di una vicenda iniziata quasi tre decenni fa e mai realmente risolta fino a oggi.






