venerdì, Febbraio 13, 2026

Ardea, alle Salzare l’illegalità continua: discariche, case abusive e auto bruciate nonostante i sequestri

Settecentosei ettari di terreno comunale ad Ardea, nella zona delle Salzare, continuano a essere teatro di degrado e illegalità, tra case abusive, discariche a cielo aperto e veicoli bruciati. Nonostante i ripetuti sequestri, gli abbattimenti e le promesse di intervento delle istituzioni, la situazione sul campo sembra invariata.A riportare la cronaca della persistenza del fenomeno è la trasmissione televisiva Fuori dal Coro, che ha inviato una troupe di  Rete 4 a verificare, a distanza di un anno dal primo servizio, quali cambiamenti fossero stati effettivamente realizzati. La risposta, purtroppo, è stata amara: gran parte dell’area continua a essere abbandonata a se stessa, con rifiuti di ogni tipo sparsi su vaste superfici, strutture abusive che sfidano la legalità e resti di veicoli dati alle fiamme. Le criticità segnalate dai cittadini e dalle associazioni locali riguardano soprattutto la sicurezza e l’igiene dell’area, dove il degrado favorisce fenomeni di microcriminalità e mette a rischio l’incolumità di chi, per necessità o curiosità, si avventura tra le Salzare. Non mancano le denunce per le condizioni sanitarie precarie dovute alla presenza di rifiuti tossici e materiali ingombranti, che spesso rimangono a lungo sul posto. Gli interventi delle autorità competenti, seppur ripetuti, appaiono insufficienti rispetto all’estensione del territorio e alla complessità della situazione. Sequestri e abbattimenti di immobili abusivi, pur significativi, non sembrano aver modificato in maniera duratura lo stato di illegalità diffusa, alimentando la frustrazione dei residenti e di chi segue la vicenda da vicino. La trasmissione televisiva ha documentato con immagini e testimonianze dirette lo stato attuale delle Salzare, sottolineando come la promessa di bonifica e controllo dell’area resti ancora in larga parte disattesa. Per la comunità di Ardea, la sfida resta aperta: trovare un equilibrio tra tutela del territorio, legalità e sicurezza dei cittadini in un’area che, a un anno dal primo servizio, continua a rappresentare una “terra di nessuno”.

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