Le Salzare di Ardea continuano a rappresentare un’emergenza ambientale e sociale senza fine. L’area, estesa per oltre 700 ettari, è ormai trasformata in una gigantesca discarica abusiva, dove cumuli di rifiuti di ogni tipo dominano il paesaggio: elettrodomestici, materiali edili, plastica e persino amianto. Ma a catturare l’attenzione sono soprattutto le auto, decine e decine di carcasse abbandonate che alimentano un degrado visibile e pericoloso. Molti veicoli vengono dati alle fiamme, generando roghi tossici che diventano una presenza costante nel territorio. Altre auto, apparentemente lasciate da poco, attendono la stessa sorte. In una vallata si staglia un vero e proprio cimitero di macchine bruciate, con lamiere contorte e annerite che si estendono a perdita d’occhio. Una scena che denuncia la gravità dell’abbandono e della mancanza di controlli efficaci. I sigilli apposti in passato dopo i sequestri dell’area, come mostrato recentemente dalla trasmissione televisiva Fuori dal Coro, risultano staccati e ignorati: il circuito del degrado si autoalimenta. I rifiuti vengono scaricati, bruciati, e di nuovo accumulati senza alcuna sanzione apparente. Le autorità locali, nonostante interventi e promesse, faticano a porre un freno a questa escalation. La situazione mette a rischio non solo l’ambiente e la salute pubblica, a causa della dispersione di sostanze tossiche nell’aria e nel terreno, ma anche la sicurezza dei residenti e dei lavoratori che operano nella zona. Alle Salzare, il degrado continua a dominare, trasformando l’area in una terra di nessuno, dove la legalità resta sospesa e il rispetto delle regole sembra solo un miraggio.






